Una sola giornata di neve in città, evento rarissimo perché di solito se nevica lo fa solo sull’altopiano e io sulla costa sempre a bocca asciutta a guardare con cupidigia il Carso innevato in lontananza.
Ieri invece il meteo prevedeva nevicate modeste in mattinata, copiose nel pomeriggio: in realtà la neve ha cominciato a scendere abbondante e convinta già dalle prime ore del mattino, creando un irrefrenabile entusiasmo nella sottoscritta, a malapena celato, spazzando via la tristezza ed il tedio e tutte le frustrazioni di quasi due settimane passate in uno stato di semi-letargo con l’influenza e i suoi odiosi scagnozzi.
Nonostante i postumi, mi sono imbacuccata bene e sono uscita: non avevo mai visto il Parco di San Giovanni con la neve, come me lo potevo perdere? Sperando che il piccolo bus fosse ancora attivo e la strada agibile, sono scesa -senza ombrello naturalmente- e sono arrivata dall’altra parte della strada già ricoperta di fiocchetti di neve. Che meraviglia!!!
Stavo cominciando a sentirmi veramente fiacca nel corpo e nello spirito a forza di stare a casa e sono grata alla giornata di ieri per avermi riportato in vita. Sembrerà melodrammatico, ma è stata una botta di gioia assurda. In realtà sarei dovuta andare in ospedale per una visita, ma vista l’emergenza maltempo mi è stato concesso un rinvio senza penale: per fortuna l’ospedale in questione si trova in una zona periferica abbastanza disagevole da raggiungere, per cui senso di colpa ridotto al minimo. Sono convinta della mia scelta e non mi capita spesso di sentirmi sicura, checché ne pensino gli altri. Ha fatto molto più bene al mio stato di salute generale passeggiare sotto la neve che sentirmi dire più o meno sempre le medesime cose dall’ennesimo medico.

Nel Parco di San Giovanni

È stato come andarci per la prima volta: sotto la neve anche il posto più insulso appare uscito da una favola. Mi è sembrato di essere di nuovo a dicembre, in quel clima di pre-festa ed aspettativa a cui penso ancora adesso che siamo ormai in marzo. Mi dà più sollievo quel pensiero lì, anche se permeato di malinconia, che guardare alla primavera in arrivo. Se nevica è più difficile pensare a germogli in fiore e prati ricoperti di margherite, no?

Neve nel Parco di San Giovanni a Trieste © leeliah99.altervista.org

Neve nel Parco di San Giovanni a Trieste © leeliah99.altervista.org Neve nel Parco di San Giovanni a Trieste © leeliah99.altervista.org Neve nel Parco di San Giovanni a Trieste © leeliah99.altervista.org Neve nel Parco di San Giovanni a Trieste © leeliah99.altervista.org

Che spettacolo il roseto imbiancato: nemmeno un’impronta sul manto di soffice neve, che intanto continuava a scendere allegra. Vissuta così, come in vacanza, è un autentico spasso. Mi perdonino quelli che la odiano e ne devono subire i disagi: abbiate pietà, erano anni che la aspettavo, come posso non amarla se fa solo delle fugaci e magiche apparizioni?

Neve nel Parco di San Giovanni a Trieste © leeliah99.altervista.org

Neve nel Parco di San Giovanni a Trieste © leeliah99.altervista.org

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Non sentivo nemmeno tanto il freddo: le temperature nei giorni scorsi erano scese di parecchi gradi sotto lo zero e la bora intensificava la sensazione di gelo. Ieri invece, pur coi miei soliti tre maglioni, doppi leggins coi calzettoni, sciarpa e berretto, sarei rimasta fuori ancora, ad ammirare ogni singolo fiocchetto di neve che mi si posava sul naso, sui guanti, sulla borsa… sulla Canon anche no, grazie, l’ho protetta alla bell’e meglio a discapito della mia vita. wink Ad un certo punto lo schermo LCD non si accendeva più, rimaneva nero, ammutolito forse da tanta bellezza, ma il panico è durato solo qualche istante per fortuna e ho potuto riprendere a fotografare ogni piccolo dettaglio.

Neve nel Parco di San Giovanni a Trieste © leeliah99.altervista.org Neve nel Parco di San Giovanni a Trieste © leeliah99.altervista.org

Sul Molo Audace

Tornata a casa neanche troppo infreddolita ho pranzato continuando a fissare la nevicata fuori dalla finestra che imbiancava sempre di più i tetti delle case attorno, il terrazzo e i giardini dei vicini. Me la volevo godere ancora un po’, anche se la salute borbottava qualcosa in contrario. Mi sono giocata il jolly perché ci tenevo davvero troppo: consapevole che ne avrei pagato le conseguenze, sono uscita di nuovo, giusto per una veloce capatina sulle rive e sul Molo Audace. Nei giorni scorsi era incredibile: ho visto tante foto scattate da temerari triestini ed entusiasti turisti a questa lingua di pietra ricoperta completamente di sculture di ghiaccio che il mare e la bora avevano creato.
Quando sono arrivata lì era rimasta solo la parte finale ricoperta di neve e c’era ancora parecchia gente intenta a fare foto. Mi sono unita anch’io: la neve che scivola sul mare è quasi ipnotica, sarei rimasta a congelarmi quasi volentieri, nonostante il vento soffiasse gelido e il freddo fosse più intenso. Mi sono sfogata un po’: se ce ne fosse stata abbastanza credo mi sarei buttata a tirar su un pupazzino di neve, ma anche solo camminarci sopra ed ammirarla mentre scendeva dal cielo è stato fantastico.

Neve sul Molo Audace a Trieste © leeliah99.altervista.org

Neve sul Molo Audace a Trieste © leeliah99.altervista.org Neve sul Molo Audace a Trieste © leeliah99.altervista.org Neve sul Molo Audace a Trieste © leeliah99.altervista.org

Durante tutto il tragitto in autobus ho continuato a seguire con lo sguardo i mille fiocchetti di neve che danzavano nell’aria e anche una volta tornata a casa mi sono piazzata davanti alla finestra a guardarla, finché non si è fatto buio.
Inizio di marzo un po’ insolito, ma l’ho apprezzato davvero tantissimo. heart

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14 Commenti

    • Con piacere! Te la preparo io se vuoi, come l’altra volta: quale preferisci?

    • Aahaa, sto sproloquiando a proposito di ieri, me ne rendo conto. Fa conto che ho commentato anche il tuo post di oggi parlando della neve, ops! :P

  1. Eh, eh…tu lo sai che io la neve non la sopporto proprio ma vederla nelle foto degli altri è un’altra cosa.
    E anche il tuo raccontare pieno di entusiasmo e meraviglia me la rende più simpatica ( sarà perchè ti leggo ora che il sole splende alto ;) )
    Confesso però che il punto di maggior pathos per me è quando la Canon ti va in black out….che momento terribile deve essere stato.
    Io son contenta di aver salvato tutte le mie piante dal gelo e ogni giorno mi riempio gli occhi di boccioli e fiorellini che spuntano.
    Dai che l’inverno ce lo siamo messo alle spalle !

    un abbraccio

    • Oggi ha nevicato tanto di nuovo: un record per Trieste! Si parla solo di “colpo di coda dell’inverno” e “la primavera sta arrivando” in stile Game of Thrones XD
      Aspetto trepidante i primi post del tuo giardino e della tua serra in veste primaverile!

Tu che ne pensi?