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Lucette, pigiamini, tramonti e… imprevisti

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Quando lascio passare troppo tempo prima di buttar giù i miei pensieri in un post (questo l’avevo iniziato 11 giorni fa), poi va a finire che fatico a ritrovare il giusto “mood”, e scriverlo mi risulta un po’ artificioso. Oggi è il 20 gennaio, il cosiddetto Blue Monday, e dopo giorni e giorni di dolori costanti mi è difficile raccontare con spensieratezza delle feste e delle giornate che le hanno precedute. Che poi, in realtà, a volerla dire proprio tutta la verità, non è che ci sia questo granché di gioioso da dire, perché l’ombra del “forse più che godere di quel che hai ti stai rassegnando all’idea di ciò che non avrai mai o non hai più” sta aumentando di dimensione, riducendo la visuale sulla mia solita positività, ancora presente nonostante la naturale propensione ai brontolamenti.

Attualmente, come l’anno scorso, sono in fase di letargo selvaggio: non ho la mia usuale voglia di uscire, mi accorgo di lasciarmi scappare troppe volte al giorno un “che male, mi fa male… (inserire parte del corpo a scelta tra collo – spalla – schiena – pancia – stomaco – ginocchio – piede)” e so bene che lamentarsi continuamente è inutile, ma ogni tanto uno non ce la fa proprio a trattenersi, specie se i dolori ti costringono ad alzarti anche due volte per notte a prendere antidolorifici che sai già in partenza avranno più effetti collaterali che effettivi benefici.

Comunque: i giorni di festa e quelli prima sono stati… dai… carini, escluse delle rogne significative dovute a dei danni in casa che hanno portato ad ulteriori beghe condominiali che si stanno ingarbugliando e che ovviamente sono naturale fonte di stress (abbiamo festeggiato la vigilia di Natale con gli operai in veranda e il primo dell’anno coi vigili del fuoco sotto al terrazzo).
Almeno sono riuscita ad incontrare e passare del tempo con alcune persone che non vedevo da un po’, anche se con altre sono stata costretta a rimandare per i soliti problemi di salute, ma spero vivamente che portino pazienza e che ci saranno presto altre occasioni. Altri “amici” ho consapevolmente e definitivamente deciso che non valgono il mio tempo e le mie energie risicate, quindi -per usare un linguaggio a loro comprensibile- “ciaone”.

Se avete visto il video che ho postato circa un mese fa (lo trovate in fondo alla pagina), saprete già che ho girovagato per fiere e mercatini natalizi, che ho visitato di nuovo il Palazzo del Municipio per potermi godere la vista dalla terrazza panoramica di Piazza Unità d’Italia addobbata e che al contrario dell’anno scorso il clima di festa “casalingo” stavolta era sentito e presente.

Giostra e pista di pattinaggio a Ponterosso, Trieste - Natale 2019 © leeliah99.altervista.org
Giostra e pista di pattinaggio a Ponterosso

Statua di James Joyce a Ponterosso, Trieste - Natale 2019 © leeliah99.altervista.org
Statua di James Joyce a Ponterosso

Per il pranzo del 25 ho sperimentato una nuova ricetta con mia mamma, la parmigiana di zucca, talmente invitante che appena estratta dal forno abbiamo impiattato e ci siamo messe a tavola, ignare del fatto che fossero appena le 11.30: oh, avevamo un discreto appetito!
Ho ricevuto dei bei regali, alcuni inaspettati: due libri, un pigiamino rosso super natalizio e un gioco che desideravo da un anno e mezzo, ovvero Anno 1800 che si è rivelato -come temevo- piuttosto appassionante (ad oggi la piattaforma mi segnala 97 ore di gioco).

Natale 2019 © leeliah99.altervista.org
Natale: un buon pranzo e una buona lettura

Tra Natale e Capodanno la voglia di uscire era ancora viva e vegeta, mi sentivo abbastanza in forma e ne ho approfittato per godermi qualche tramonto sul molo Audace, sul mare e dalle enormi vetrate di Eataly, dove ogni tanto vado a far scorta di cosine da mangiare che trovo solo lì.

Penultimo tramonto del 2019 dal molo Audace © leeliah99.altervista.org
Penultimo tramonto del 2019 dal molo Audace

Ultimo tramonto del 2019 dalle vetrate di Eataly © leeliah99.altervista.org
Ultimo tramonto del 2019 dalle vetrate di Eataly

Ultimo tramonto del 2019 dalla Sacchetta © leeliah99.altervista.org
Ultimo tramonto del 2019 dalla Sacchetta

Ultimo tramonto del 2019 dalla Sacchetta © leeliah99.altervista.org
Ultimo tramonto del 2019 dalla Sacchetta

Mentre nelle vie del centro venivano smontate le casette di legno del mercatino, che per la prima volta è durato fino al 6 gennaio, m’intrufolavo dopo tempo immemore nella Chiesa di Sant’Antonio Nuovo, per ammirare il presepe gigante allestito all’interno. Davvero bello.

Presepe gigante nella chiesa di Sant'Antonio Nuovo a Trieste © leeliah99.altervista.org
Presepe gigante nella chiesa di Sant’Antonio Nuovo a Trieste

Dopo l’esperimento riuscitissimo della parmigiana di zucca, è arrivata anche la torta salata di riso e carciofi, con tanto di mozzarisella, che per chi non può deliziarsi con formaggi veri è perlomeno una piccola consolazione: il gusto è buono, fila come una vera mozzarella e anche esteticamente si difende bene.

Torta salata di carciofi © leeliah99.altervista.org
Torta salata di carciofi con riso e mozzarisella

Sembrano passati mesi e mesi da quando ho girato il video di Natale. Come da tradizione, anche in questo inizio del 2020 ho contattato un’agenzia immobiliare per l’unico appartamento che nel corso delle ricerche durate un intero anno sembrava appetibile: infatti era già in trattativa, ma qua non ci si arrende mica!

4 commenti

  1. Che bello leggerti di nuovo, e che belle fotografie 🥰🥰🥰 in bocca al lupo a me e a te per tutto questo nuovo 2020! Se penso a quando guardavo negli anni 80 il film (secondo me tra i più belli e visionari) ambientato in un futuro 2019 di novembre, dove le auto volanti non sono arrivate e nemmeno le speranze che avevo io… mah … buona continuazione e alla prossima!!!

    • Grazie mille Loretta, ti mando un enorme augurio per questo nuovo anno.
      Non conto più ormai i film ambientati in un ipotetico futuro, ma i fatti attuali lo rendono sempre più incerto e spaventoso purtroppo.

  2. Quante cose belle e buone nelle tue foto !
    Io son come te…starei sempre a casa in questa stagione.
    Per mia fortuna c’è il Capo a trascinarmi fuori con qualsiasi tempo e temperatura.
    Perchè poi, una volta partita vado e so anche che mi fa bene andare a spasso.

    Spero che i tuoi dolorini siano stagionali e ti abbandonino presto.
    Dai che arriva la primavera e si va al roseto ! 😉

    Un bacione

    • La “fase letargo” per me scatta all’inizio di gennaio e continua fino a marzo. Devo pensarci io ad auto trascinarmi fuori, nonostante la nebbia e l’umidità. Se avessi il caminetto temo che non uscirei proprio per tutto l’inverno.
      La primavera a tratti sembra essere già arrivata: gli insetti, le piantine e gli alberi sono confusi con queste temperature così alte ed è stranissimo vedere susini ed albicocchi in fiore, mi viene da gioire, poi penso che è davvero troppo presto e mi incupisco.
      Il roseto riposa ancora, è impigrito come me, ci sincronizzeremo per il risveglio.
      A presto!

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Ally Leeliah

Scrivo della mia città, dei libri che leggo, dei film il cui finale mi delude, di blog e di piante, del mio parco preferito dove vado a passeggiare e fotografare o schiarirmi le idee, delle mie tribolazioni. Benvenuti!

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