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Il privilegio del paradosso

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Buffo come avrei tante cose da scrivere pur non avendo fatto assolutamente nulla di nuovo in quest’ultimo mese, o meglio, in questo primo mese del 2019.
Le “vacanze”, i giorni “di festa” sono trascorsi -salvo rarissime eccezioni- tra le mura domestiche, al calduccio, oziando e schivando sensi di colpa, senza riuscire a seminarli del tutto. Cioccolatini e copertine gli assoluti protagonisti, un pizzico di buon vicinato (specie se la signora del 5° piano fa dei dolci buonissimi), un salto nel Far West grazie alla PlayStation in prestito e questo capolavoro che mi ha stregato.

Qualche capatina in centro per quello shopping necessario, girovagando per zone che frequento troppo poco, allungando la lista di musei da visitare, rimproverandomi perché continuo a procrastinare.

Mi è stato affidato un piccolo lavoro di traduzione di un manuale di cui non ho capito granché, ma la paga era ottima e non mi dispiacerebbe continuare su quella strada.

Continuo a guardare gli annunci immobiliari, ma tutti gli appartamenti disponibili hanno almeno una cosa fondamentale che manca ed è evidente come a volte un contro pesi più di dieci pro: baratto posto auto con vista mare, no perditempo.

Il fatto di essere metereopatica mi sta facendo davvero penare: freddo, bora ed umidità sono ormai acerrimi nemici, ma restano comunque il male minore rispetto all’insostenibile antipatia dell’afa.

Il libro sulla meditazione che mi sono ripromessa di leggere è sulla mensola, con un bellissimo segnalibro posizionato circa a metà. Il corso di yoga in video tenuto da una persona che stimo molto è tra i preferiti, così come i podcast su ansia e rilassamento che non so più quante volte ho rimandato di ascoltare. Il perché non lo so con esattezza: un misto di paura di non vedere alcun cambiamento combinato con la paura di vederne invece, e di non sapere bene cosa farmene.
Sicuramente non è per mancanza di tempo, di quello ne ho in abbondanza, ma non mi sembra sia davvero così, perché mi risulta difficile gestirlo al meglio. Forse se lo sprecassi meno a sottolineare tutto quello che non va lamentandomi, mi sembrerebbe di averne di più, e forse potrei cominciare da adesso, ogni momento è buono per iniziare questo genere di cose.
Un primo passo potrebbe essere smettere di sentirmi tradita da com’è andato lo scorso anno: fratturarsi un osso non è certo qualcosa di auspicabile e nonostante le conseguenze si stiano trascinando tuttora potrei non considerarla una tragedia e prenderla con più serenità.
Il post di fine anno che scrivo di solito è stato a dir poco frettoloso e svogliato per il 2018, penso sia stato evidente a tutti: nessun buon proposito messo per iscritto, ma le intenzioni non sono cambiate poi tanto.

Foto di Matej

2 commenti

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Ally Leeliah

Scrivo della mia città, dei libri che leggo, dei film il cui finale mi delude, di blog e di piante, del mio parco preferito dove vado a passeggiare e fotografare o schiarirmi le idee, delle mie tribolazioni. Benvenuti!

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