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Cinema Trieste Vita vissuta

Come in un film con Doris Day

Questo fine settimana è all’insegna di stare a casuccia a godersi un buon libro ed un’epocale maratona di The Big Bang Theory (stagione 8 e 9, grazie mille), mentre fuori diluvia nella nebbia più ostinata e io cerco di stare calma trangugiando latte tiepido per convincere il mal di stomaco a trovare altri lidi dove soggiornare.

Del sabato e della domenica scorsi invece sono piuttosto orgogliosa.
Nonostante le ripetute rimostranze da parte della mia salute, mi sono lanciata a passare un pomeriggio a zonzo per la città assieme alla mia amica Liny, e tra una chiacchiera e l’altra mi sono resa conto che abbiamo camminato ininterrottamente per un’ora e mezza. Già l’inizio prometteva bene, e come potrebbe essere altrimenti se ci si dà appuntamento in un posto con un panorama così.
Grazie, Trieste!

Una foto pubblicata da Ally (@leeliah99) in data:

Domenica, carica di ottimismo per la conquista del giorno precedente, sono finita sul cocuzzolo di Monte Grisa a camminare un’altra ora buona in un sentiero in mezzo ad alberi altissimi (perché volete sapere il nome? confused  Alberi altissimi, più che sufficiente) e con una vista potenzialmente strepitosa a picco sul mare: sottolineo potenzialmente perché mezz’ora prima che uscissimo c’era un sole splendente, a cui è seguito puntuale come le tasse un nebbione misto a nuvoloni mica da ridere. Ma noi siamo fighi e facciamo foto dignitose lo stesso, pure ai turisti che ci fermano e ci affidano tra le mani tremanti di ammirazione una reflex con i controc-fiocchi con cui immortalare… il nulla, per via della nebbia, ma se stringete forte forte gli occhietti e aguzzate la vista… sempre il nulla, per cui fidatevi e basta che quel puntino un po’ più bianco laggiù in fondo è il Castello di Miramare.

Monte Grisa © leeliah99.altervista.org
Punto (potenzialmente) panoramico a 330 metri sopra il mare sul Monte Grisa
Trieste © leeliah99.altervista.org
Tra un albero altissimo e l’altro, ecco che la nebbia lascia libero uno scorcio sulla città

Nei giorni successivi, le gite si sono limitate al terrazzo dove le piante son sempre più convinte sia arrivata la primavera, e non essendoci modo di avvisarle che non siamo neanche a febbraio ancora, ce le godiamo con una certa soddisfazione mista a tenerezza. (Ma quando arriverà veramente la primavera, che succederà? I bulbi, quando hanno dato, hanno dato).

Un assaggio di primavera sul terrazzo in un inverno nebbioso © leeliah99.altervista.org
Un assaggio di primavera sul terrazzo in un inverno nebbioso

Per passare il tempo, quando il bere l’ennesima tazzona di latte di riso perde leggermente il suo fascino, scopro film che una volta mi avrebbero fatto storcere il naso, ma che ora trovo spassosissimi e rassicuranti come solo i film degli anni ’60 sanno essere. Se non l’avete mai visto, cercate Non mangiate le margherite (Please don’t eat the daisies), con Doris Day e David Niven, e godetevelo con una fettina di un buon dolcetto fatto in casa ed un latte caldo (o qualcos’altro, se come me ne avete fin sopra i capelli del latte).
Dopo averlo visto, ho una gran voglia di leggermi il libro da cui è tratto, sperando sia altrettanto piacevole.
Vi avviso che questo può sembrare un innocuo consiglio, in realtà c’è anche un pizzico di malvagità nel segnalarvi questo film perché se lo guarderete arriverà prima o poi il punto in cui il personaggio di Doris Day canta questa canzoncina, che vi sembrerà carina ed innocente, ma sappiate che non ve ne libererete MAI PIU’ perché vi si incollerà nel cervello e vi ritroverete a canticchiarla SEMPRE!!!
Prego, non c’è di che!  lol

Pleeease, pleeease, don’t EAT the daisies, don’t EAT the daisies… (ad libitum)

Cosa è successo prima:
Maggie Smith in Downton Abbey

Mia nonna, Maggie Smith e il quokka australiano

Cosa è successo dopo:

Gabbia dorata e torre d'avorio

8 commenti

    • Non posso prendermene troppo il merito, sennò una certa genitrice potrebbe risentirsi, ma vedere tutti quei narcisi, quelle violette e quelle primule colorate aiuta a tener alto lo spirito, nonostante il mal di stomaco e le altre spiacevolezze contigue.
      Buona domenica Camilla!

  • Abbiamo camminato così tanto?!? Non me ne sono resa conto. Dobbiamo farlo più spesso :)
    No no ora mi devi dire come si chiamano gli alberi alti alti :P

    • Anch’io son rimasta sorpresa quando ho visto che ora era alla fine quando ci siamo salutate. Son stata molto soddisfatta, perché era da parecchio che non gironzolavo così a lungo in centro.
      Bah, che ti devo dire, mi sarei dovuta comprare quel libro che guardavamo alla Ubik: ma posso sapere tutto dei Baobab in Madagascar ed essere nella più totale ignoranza sugli alberi del Carso nostrano?! :o Che vergogna! La butto là dai: pini? (Ebbene sì, fatico a distinguere anche i tipi più comuni).

    • Ma come è possibile, sei impreparata sugli alberi?? Eh eh, devi rimediare al più presto!! :P
      Quel motivetto è veramente tremendo… cavolo… perchè ho guardato il video??!! Non me ne libererò più adesso ahhhhhaaa!! O_o

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