Crea sito
  • Home
  • Vita Vissuta
  • Trieste
  • Pollice Verde
  • Mercatini
  • Archivio
Post precedente:Come Hiro Nakamura
Post successivo:La luce in fondo al tunnel

Di pupazzetti lituani e gerani in regalo

Condividi il post

Bentornata spensieratezza, mi eri proprio mancata!
Sabato, tra le bancarelle di Europa in Piazza, in compagnia delle mie fedeli compagne di scorribande Fay e Liny, sono riuscita ad accantonare le preoccupazioni di questi mesi e godermi un bel pomeriggio di sole e risate.

Il mercatino ci ha accolte con prodotti artigianali, ma soprattutto tanto sano quanto unto cibo: cannoli, bretzel, olive ascolane, focacce, churros e l’indomabile ‘nduja.
Il mio stand preferito è stato quello della Lituania, con adorabili pupazzetti e deliziose casette. Uno degli angioletti esposti sta pendolando sereno nel mio salotto.

https://www.flickr.com/photos/boisderose/14257862242/
“Europa in Piazza” a Trieste © boisderose

"Europa in Piazza" a Trieste © boisderose
“Europa in Piazza” a Trieste © boisderose

“Europa in Piazza” a Trieste © boisderose
“Europa in Piazza” a Trieste © boisderose

Abbiamo girovagato accaldate tra gli stand attorno al canale di Ponterosso, raccontandoci gli ultimi aggiornamenti e festeggiando un giorno in anticipo il compleanno di Liny con un aperitivo al fresco vicino a Piazza Unità, in un locale il cui proprietario è probabilmente l’unico fan di Boy George nel raggio di molte miglia. Sono con te, fratello! 😉

Il pomeriggio si è poi concluso con una non inusuale crisi di ridariola dovuta all’ineccepibile organizzazione che noi tre non esitiamo a sfoggiare.
Avviandoci verso la fermata dell’autobus che avrebbe riportato Fay e la sottoscritta verso una casalinga cena, propongo una capatina al fioraio che ha aperto da poco lì vicino (c’erano le ortensie in bella vista e io non resisto!).
Entrando, Fay nota un cartello: “REGALO GERANI” ed è lì che si è scatenata la qualsiasi. Mentre noi ci domandavamo “ma in che senso, prendiamo e andiamo, o c’è un barbatrucco?”, il gestore ci raggiunge raggiante esclamando a gran voce “i gerani li regalo, potete portarveli via se volete”. Ah, bene: diamo un’occhiata.
Fay è la più volenterosa, Liny si aggira scrutando le piantine esposte e -ne sono certa- stabilendo interiormente un criterio come ci ha insegnato noi-sappiamo-chi, io valuto incerta se ci sia ancora disponibile qualche centimetro quadrato sul terrazzo per salvare un geranietto bisognoso.

È stata dura, ma ne siamo uscite vincitrici… e con le mani piene. Fay è letteralmente sparita dietro i suoi prescelti che sommati alle borse che già aveva, più la recente aggiunta dei dolcetti offerti da Liny, la rendevano una degna concorrente di Babbo Natale al 24 dicembre. Mi sono sentita decisamente surclassata: io ed il mio unico spelacchiato geranio bianco. Liny si è difesa bene e constatando l’incedere a zig zag di Fay, una volta seminato il proprietario che sperava li portassimo via tutti (ehm, ma ci hai viste??? Stiamo barcollando!), prende una decisione coraggiosa: ci offre un passaggio in macchina dalla sua ignara mamma che pensava di riportare a casa la figlia appiedata e invece si è ritrovata l’auto invasa da cespugli sbilenchi e rinsecchiti tenuti -malamente- in equilibrio da due bionde con la ridariola. Ridariola iniziata ben prima del suo arrivo mentre aspettavamo fiduciose sul ciglio della strada assieme ai nostri appena adottati boschetti e Liny si è accorta che ci stavano fotografando! Ho iniziato a pensare alle ipotetiche didascalie, mentre Fay prevedeva le nostre future conversazioni:
“Il tuo geranio?”
“Morto il giorno dopo. I tuoi?”
“Non hanno superato la notte”.

Alla fine a casa ci siamo arrivate sane, salve, e ricoperte di petali, più o meno come i sedili della macchina di Liny e della sua gentilissima mamma che non ha fatto una piega quando salutandoci dal finestrino al suo arrivo è stata informata da Liny che i gerani avrebbero allietato parte del tragitto di ritorno.

A distanza di qualche giorno il geranio è vivo e vegeto (i vostri?) e sta facendo amicizia con i neonati bocciolini di rosa nati dai cinorrodi del roseto vicino casa e i fiori del tagete che ha attecchito talmente bene da spuntare anche dove non ci risulta di averlo seminato. Palline gialle dappertutto!!!

Da cinorrodo a bocciolo © leeliah99.altervista.org
Da cinorrodo a bocciolo

Tripudio di tagete © leeliah99.altervista.org
Tripudio di tagete

Il primo rapanello fa capolino © leeliah99.altervista.org
Il primo rapanello fa capolino

Il geranio salvato © leeliah99.altervista.org
Il geranio salvato

8 commenti

  1. Leggendo il tuo resoconto sembra proprio che ci siamo divertite un sacco, ed è proprio così! Ancora adesso se ripnenso al quel pomeriggio dal tanto ridere mi vengono le lacrime agli occhi. Evidentemente formavamo un terzetto un po’ strambo, con tutti quei fiori appassiti che ci portavamo dietro…ma io la tipa l’ho sgamata ah ah, tié 😛
    Beh che dire, i miei due temerari geranei, stanno tutto sommato bene, ne in peggio ne in meglio, quindi super contenta 😉 quelli di Fay ho saputo che resistono!!

    • Dichiaro ufficialmente aperto il blog-voto: quale geranio vivrà più a lungo? 😉
      Dev’essere stata una scena veramente buffa, chissà dove sarà finita quella foto?!
      Comunque ribadisco che se per caso dovessero regalare ortensie io noleggio un tir e gli svuoto il negozio!

  2. Un po’ in ritardo ma volevo aggiornarvi sullo stato dei miei tre gemellini…i gerani intendo! Che dire: quelli che pensavo fossero boccioli pronti a sbocciare hanno calato definitivamente la testa il secondo giorno, senza farsi mai vedere. A questo punto è scattata la potatura! Via tutto il secco e il “malato”. Ora hanno solo quattro foglie ma almeno sono verdi. 🙂 Prossimo week end toccherà rinvasarli e da quel momento in poi si potrà solo tenere le dita incrociate sperando di vedere almeno un fiorellino. Rileggendo il post ho potuto riassaporare il gusto di un, come dici tu Ally, spensierato pomeriggio. E aggiungerei il gusto di un pomeriggio dei nostri quando iniziamo a spararle e a ridere per il semplice fatto che sentiamo che ci fa bene! grazie del bel pomeriggio ragazze.

    • Non demordere Fay, mi raccomando. Il tempo bislacco degli ultimi giorni ha messo a dura prova non solo il geranio già deboluccio, ma anche il sanissimo tagete. 🙁 Terrò le ditina incrociate per i tuoi gemellini! 😉
      Da rifare, da rifare i pomeriggi così: questo fine settimana c’è il BioEst, capatina sabato?

    • Thank you Kristina!
      I just found your blog and added it to my follow-list on WordPress: looking forward for the next post! 🙂

Cosa ne pensi? Lascia il tuo commento (mi spiace per il fastidio del reCAPTCHA, ma non si può togliere).

Scrivi il tuo commento qui
Scrivi il tuo nome qui

Post precedente:Come Hiro Nakamura
Post successivo:La luce in fondo al tunnel

Ally Leeliah

Scrivo della mia città, dei libri che leggo, dei film il cui finale mi delude, di blog e di piante, del mio parco preferito dove vado a passeggiare e fotografare o schiarirmi le idee, delle mie tribolazioni. Benvenuti!

Post popolari

Come scegliere tra wordpress.com e altervista.org

* Ultimo aggiornamento: aprile 2016 * Ho iniziato a scrivere in un blog pubblico nel 2005, su una piattaforma non molto conosciuta in Italia come Bravenet....

La motivazione spalanca le porte

Siamo ormai quasi alla fine della prima settimana ufficiale post-festività dopo l'Epifania e qualche giorno fa ho indugiato -forse poco saggiamente- a spulciare vecchie cartelle di...

Post più recenti

Il pavone come fa?

Un'occhiata alle previsioni meteo proprio non riesco ad evitarla e forse è un bene perché, nonostante alcuni falsi allarmi, preferisco uscire per tempo e...