Non mi riesce ancora di capire la differenza tra godere delle piccole cose ed accontentarsi, ma cerco sempre di compensare quello che non sono riuscita a fare con qualcosa che invece mi riesce. Così, se sto lì lì per soccombere all’influenza e devo rinunciare ai progetti che avevo in mente, invece di lagnarmi mi tiro la sciarpa fin sopra il naso e mi porto a spasso: località “esotiche” non disponibili, ma ho comunque la fortuna di abitare a brevissima distanza dal Parco di San Giovanni dove un piccolo assaggio d’autunno è bello pronto per essere assaporato tutto.

Autunno nel Parco di San Giovanni © leeliah99.altervista.org

Le prime foglie rosse danno il benvenuto all’ingresso principale e sembrano una promessa di quel che riserverà l’interno del parco una volta entrati. Stavolta, invece del roseto, ho scelto una passeggiata nella parte bassa, quella più vicina a casa, dove è parecchio tempo che non vado in esplorazione.
Quando vedo cespugli traboccanti di bacche, io devo fotografarle, ma certe -essendo davvero minuscole- sono una vera e propria sfida per la messa a fuoco: non sono quasi mai soddisfatta del risultato, nonostante la Canon di solito sia all’altezza delle mie strambe esigenze “artistiche”. Ho deciso, dopo l’escursione di ieri, che urge fare pratica sul terrazzo, onde evitare di essere mangiata viva dalle zanzare mentre cerco di isolare dallo sfondo di rami secchi un micro cinorrodo.

Autunno nel Parco di San Giovanni © leeliah99.altervista.org Autunno nel Parco di San Giovanni © leeliah99.altervista.org Autunno nel Parco di San Giovanni © leeliah99.altervista.org

Ho rivisto con gioia come se incontrassi un amico d’infanzia il mio caro corbezzolo: potato selvaggiamente (son sicura per il suo bene), ma sempre in gran forma con i suoi fiorellini delicati a campanelle e i suoi fruttini tri-color irresistibili. Non riproverò quest’anno a farlo crescere in vaso perché mi sono documentata e l’unico modo fattibile è procurarselo in vivaio. Chiederò, credo che anche le cince che stanno invadendo sempre più baldanzose il terrazzo apprezzerebbero.

Autunno nel Parco di San Giovanni © leeliah99.altervista.org

Dopo aver salutato il mio alberillo preferito sono salita per ammirare un po’ di colori prettamente autunnali: giallo e rosso, con un cielo azzurro e delle nuvole disegnate come sfondo, praticamente un quadro in cui perdersi dentro più che volentieri.

Autunno nel Parco di San Giovanni © leeliah99.altervista.org Autunno nel Parco di San Giovanni © leeliah99.altervista.org Autunno nel Parco di San Giovanni © leeliah99.altervista.org Autunno nel Parco di San Giovanni © leeliah99.altervista.org

Di solito non noto i funghi, in genere sono più interessata a mangiarmeli con la polenta, ma effettivamente hanno un loro fascino anche semplicemente estetico, quasi come delle opere architettoniche di Madre Natura.
La presenza di un cagnolino adorabile nel prato lì accanto che sembrava quasi volare per riportare il frisbee al suo amico umano mi ha distratta e non ne ho fotografati altri.

Autunno nel Parco di San Giovanni © leeliah99.altervista.org

Niente invece potrebbe distrarmi quando si tratta di anemoni rosa: sono tra i pochi ad essere bellissimi anche da sfioriti, quando rimane solo quella simpatica pallina verde pelosina. Li adoro!

Autunno nel Parco di San Giovanni © leeliah99.altervista.org

Il caco mi riporta immancabilmente all’infanzia, quando le suore costringevano me e gli altri bambini all’asilo a raccoglierli e mangiarli ogni giorno: sono colpevole di averne fatti cadere e spiaccicare al suolo apposta una gran quantità e di averli nascosti tra l’erba alta per ripulire il piatto e non essere rimproverata perché non mangiavo la frutta. So che ci sono persone che non solo li mangiano spontaneamente, ma li apprezzano pure: non vi capirò mai, sappiatelo. Il solo ripensarci mi allappa la lingua e di riflesso mi partono smorfie strane.

Autunno nel Parco di San Giovanni © leeliah99.altervista.org

Il raffreddore inizia a farsi sentire, che uffa gigantesco, ma resto convinta che un po’ d’aria mi abbia fatto più bene che male, tant’è che invece della scorciatoia faccio il giro lungo per tornare a casa passando così per una delle vie che preferisco dei dintorni: è come un piccolo villaggio a sé, con piccole casine e villette, ognuna col suo quadratino di terra, con le piantine di pomodoro ormai un po’ avvizzite, i grappoli d’uva che aspettano di essere raccolti, i gatti sornioni che ti osservano con totale disinteresse dal loro angolo preferito sul muretto, le finestrine con le persiane che mi ricordano certi paesini di montagna.

Autunno sotto casa © leeliah99.altervista.org Autunno sotto casa © leeliah99.altervista.org Autunno sotto casa © leeliah99.altervista.org

Adesso dritta a casa, a bere l’ennesima tisana bollente di zenzero-curcuma-limone e, per consolarmi, a riguardare le foto appena scattate.



4 commenti

  1. Ahahaha…il Capo adora i cachi ! E pensa che l’ho sposato nonostante questo enorme difetto !
    Ovviamente ne abbiamo una pianta enorme a cui ogni santo giorno si approvvigiona prima di entrare in casa. Io i cachi non li sopporto ma mia madre ne era una grande appassionata e per tutta l’infanzia mi ha abbindolata con la storia che nel seme si trovano la forchettina e il coltellino e via eccetera. Grazie al cielo ho avuto un padre complice che si mangiava il mio frutto di nascosto e mi lasciava i semi per giocare.

    Bellissime foto e splendidi colori.

    Ma ci credi se ti dico che qui la mattina quando porto Attilio a scuola mi imbatto in ragazzini che ancora portano i calzoni corti e la magliettina ?!

    Noi invece abbiamo già avuto tutti il mal di gola !
    ( mia figlia dice che è il karma )

    un abbraccio

    • Ma gliel’hai mai chiesto “come fanno a piacerti???” XD
      Io ho dribblato l’influenza grazie a quantità industriali di zenzero, curcuma e limone, ma il mal di gola è sempre in agguato, specie quando la bora ti si intrufola anche dentro la sciarpa.

  2. Anche io non amo i cachi, ma sono tra i frutti preferiti di una persona che amo molto e quindi per proprietà transitiva piace anche a me vederli in giro :). E poi hanno un gran bel colore, il colore che l’autunno ha scelto per ravvivare il grigiume delle giornate novembrine! Prima o poi dovrò decidermi a fare una passeggiata come si deve nel Parco che ami tanto, io lo conosco poco. Un abbraccio!

    • Per me resterà un mistero come facciano a piacere i cachi, li trovo fotogenicissimi e bellissimi da guardare sui rami, ma immangiabili. :P
      Ti suggerisco una rilassante passeggiata da San Cilino a San Giovanni attraverso il parco, o viceversa se ami le salite! Io ultimamente salgo al roseto e poi scendo, scegliendo ogni volta un percorso un po’ diverso, a seconda delle stagioni e di cosa ho più voglia di vedere. :)

Tu che ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.