Superlost

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Tra venerdì e domenica ho scoperto molte cose sul magico mondo degli aperitivi (fenomeno sociologico di livello sottovalutato pericolosamente a lungo e decisamente da approfondire) e su quello degli animali/insetti che popolano il nostro allegro pianeta.

Dunque, ricapitoliamo per i posteri:

1) ci si mette d’accordo circa venti volte, dimenticandosi poi di avvisare qualcuno che -giustamente- telefona per conferma
2) si spende quel simpatico quarto d’ora per deliberare sulla destinazione
3) dopo aver fatto due calcoli si sceglie il posto dove si sa che si mangia di più
4) ci si reca al locale prescelto
5) ci si siede ad un tavolo non ancora sparecchiato per arcani motivi
6) si ordina con orgoglio crodino e birra a volontà
7) ci si fa portare -chiedendolo sottovoce vergognosamente- un bicchiere in più per liberarsi dei 25 cubetti di ghiaccio
8) si chiacchiera amabilmente sorseggiando con grazia riempiendosi mani e bocca di patatine, arachidi e pizza
9) si fa gli sboroni ordinando “un altro giro” cercando di impietosire la cameriera che ti porta ancora pizzette e olive ascolane
10) qualcuno fa una figura di mer** insultando in turco un tipo che poi si scopre essere un mio cugggino
11) qualcun altro propone di ripetere l’esperimento per addentrarsi vieppiù e vieppiù nell’universo fantastico degli aperitaivs
12) lo si asseconda e nel contempo si guadagna la strada di casa.

E poi, e poi… vi narro dell’avventura stile “SuperQuark” che abbiamo vissuto il mio amichetto ed io domenica scorsa.
L’intenzione era quella di una pacifica e rilassante passeggiata nel parco vicino casa, ma dopo esserci seduti su una panchina è iniziata la «versione Lost» della faccenda. In pratica abbiamo sentito dei rumori di fogliame, si sono spostati dei cespugli mentre la tensione aumentava ed infine… ecco il testone di un cinghiale che spunta proprio davanti a noi, a pochi metri. Non sapendo bene come comportarci e vista la strizza causata dalla notevole mole del bestione ci siamo detti sottovoce “se carica saliamo in piedi sulla panchina”.
Dopo qualche minuto il cinghiale ha deciso che si sentiva abbastanza sicuro per avvicinarsi alla fontana lì vicino per bere, mentre noi continuavamo ad osservarlo immobili. La genialata della sottoscritta è stata quella di estrarre il cellulare per fare una fotina, solo che nonostante fossi convinta di aver tolto la suoneria in realtà non era così, quindi allo scatto si è sentito il rumore di otturatore impostato di default. È seguito un momento di panico perché non sapevamo che reazione potesse avere l’animale, mentre il mio amichetto -legittimamente- mi mandava mille accidenti sussurrati. Lo so, non è stata di certo una mossa intelligente!
Dopo un po’ il bestione si è allontanato scodinzolando, ma noi ci abbiamo messo un po’ prima di decidere ad alzarci e… fare il giro dall’altra parte, giusto per cautela: mi vedevo già la scena di noi due tutti intirizziti nel cuore della notte ancora seduti su quella panchina a farci luce col telefonino e sperare di non essere divorati da qualche strana creatura ululosa (chi segue Lost può capirmi).

Cinghialetto © leeliah99.altervista.org
Cinghialetto © leeliah99.altervista.org

Purtroppo oggi quello di cui voglio parlare non è affatto divertente e per ovvie ragioni devo mantenermi molto vaga. Dopo quasi tre anni che conosco una persona mi vedo costretta dall’evidenza a riconoscere che certi miei sospetti risultano più che fondati: ieri l’ho colta in flagrante a parlare alle mie spalle, non so di cosa, comunque era qualcosa che non dovevo sentire visto che appena mi ha vista ha cambiato tono ed argomento, e pure in maniera piuttosto goffa. Ormai è da un po’ che va avanti la storia: con x parla male di y, con y sparla di x e z, con z sputtana y e x… e avanti così. Ci fosse qualcuno che si salva! La cosa peggiore è che invece davanti si comporta come se fosse la persona più affezionata a te al mondo, riempiendoti di attenzioni a volte pure eccessive: credevo (speravo!) fosse semplicemente il suo modo di essere, un po’ stravagante ed originale, invece per quello che so ora posso definirlo solo col termine falsità.
Quello che mi secca maggiormente è che considerata la situazione piuttosto delicata, che coinvolge anche terze persone, mi vedo costretta a fingere a mia volta ed indossare una scomodissima maschera che mai avrei voluto abbassarmi ad indossare. Ho la tendenza ad auto-eleggermi paladina della giustizia, ma stavolta ci sono degli interessi e dei sentimenti da preservare, per cui -seppur molto a malincuore- devo per cause di forza maggiore venir meno ai miei princìpi e fare il gioco sporco. Bello schifo di persone che circola, comunque!

Beh, almeno stasera si ripete l’esperimento dell’aperitivo con le amichette di Wippy: meno male che l’umanità è varia e le persone oneste e “pulite” non sono ancora estinte!

2 commenti

  1. 🙂 Io non ho mai visto un cinghiale dal vivo, ma se mi capitasse…beh..diciamo…non estrarrei il cellulare x1fotina, soprattutto se si tratta di un soggetto da quintali!!
    😉

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Ally Leeliah

Scrivo della mia città, dei libri che leggo, dei film il cui finale mi delude, di blog e videogiochi, di piante e mercatini, del mio parco preferito dove vado a passeggiare e fotografare o schiarirmi le idee, delle mie tribolazioni. Benvenuti!

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