Mi ci è voluto più tempo del previsto per dire addio al clima di festa, rilassatezza ed eccitazione che quest’anno ha accompagnato il periodo pre-natalizio. Sono successi fatti tristi, ma ci sono stati anche tanti momenti di quelli che compensano la fatica che faccio ogni giorno per affrontare quello che per chi gode di buona salute è semplice quotidianità, ma che per me richiede comunque uno sforzo ed un dispendio di energia maggiori.
I mercatini, l’atmosfera di aspettativa, le lucine, ritrovarsi in un locale tra amici a fare quattro chiacchiere e poi scappare via perché sul soppalco c’è il gelo e rifugiarsi in una rosticceria a recuperare la sensibilità degli arti e scofanarsi un piattazzo di patatine fritte; passare qualche ora in compagnia davanti ad una tazza di tè e cosine buone da smangiucchiare, con un gatto morbidissimo ed un cane dagli occhioni grandi con le mie stesse paure con cui cercare di far amicizia, piano piano; una seconda visita a Portopiccolo Sistiana perché “qualcuno” si era innamorato delle mie foto scattate due giorni prima e voleva andarci assolutamente, il giorno di Natale, a vedere tutto illuminato e chisseneimporta se il mercatino è inesistente.

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Portopiccolo Sistiana © leeliah99.altervista.org

E poi il mio parco, con gli alberi in fiore a gennaio e gli ellebori e le mie adorate bacche rosse che spuntano ovunque, facendosi largo vispe ed allegre da tanti cespugli arruffati.
Questa passeggiata nei primissimi giorni del nuovo anno sta diventando una tradizione: segna il nuovo inizio, con un bagaglio più grande ogni volta, pensieri immutati e pensieri nuovi, passo più lento e respiri più profondi, sguardo in alto, un sorriso sempre accennato ed un cinorrodo in tasca.
E si ritorna al lavoro, ma per fortuna siamo tutti nella stessa situazione: c’è bisogno di un momento di rodaggio, è il primo giorno, gli utenti capiranno se andiamo a rilento perché due settimane di bagordi e piacevoli lentezze sono stati sufficienti a spazzare via la routine, tanto da scordare la password per entrare nel sistema.

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Gennaio al Parco di San Giovanni © leeliah99.altervista.org

Gennaio al Parco di San Giovanni © leeliah99.altervista.org

Senza le foglie sui rami si vede meglio il mare e c’è il sole che ci sbriluccica sopra e fa strizzare gli occhi. I boccioli chiamano già a gran voce primavera, mi verrebbe da dirgli non ancora, non ancora, siete bellissimi, ma non ancora. Lasciatemi il tempo del rifugio, della ricerca del calore, del piacere delle tisane bollenti e delle sciarpone giganti ampie come tuniche in cui mi imbozzolo prima di uscire. Arriverà il tempo, sul terrazzo ci sono i narcisi e le violette e i ciclamini, ma lasciatemi il tempo di godere degli ellebori e dei bucaneve.

Gennaio al Parco di San Giovanni © leeliah99.altervista.org

L’ho già notato, le ore di luce avanzano, ogni giorno qualche minuto in più, tramonti bellissimi rosati od infuocati, e poi giornate di pioggia ed emicranie spazzate via dalla bora e da una passeggiata all’aria fresca, sempre meno voglia di gente e caos alla ricerca di quiete e bellezza.
L’altra sera ho visto La pazza gioia, un film che mi ha emozionata molto e che mi è rimasto dentro, come un’immagine nella mente riflessa da uno specchio basculante: ci sto ancora tornando spesso col pensiero, sono contenta di averlo visto senza cedere alla stanchezza dell’ennesima giornata che mi ha prosciugato le poche forze che ho in questo periodo.
Quando c’è il sole mi metto sotto i suoi raggi a scaldarmi, quando piove mi ritraggo a proteggermi. Siamo in inverno, va bene così, mi serve perché devo fare ordine. No, non è che devo, voglio!

Portopiccolo Sistiana © leeliah99.altervista.org



12 commenti

  1. Ciao Ally !
    Che bella l’idea del “tempo del rifugio”…mi ci ritrovo completamente.
    E anche negli sciarponi, nella voglia di attendere la primavera ancora per un po’, così da godere appieno questo inverno che ci ha regalato luci e tramonti fantastici.
    La pazza gioia era piaciuto tanto anche a me e mi son mangiata le mani per non averlo rivisto in tele la scorsa settimana.
    Essendo un po’ maniacale, quando uscii dal cinema mi ripromisi di guardare tutti gli altri film girati dalla Tedeschi e dalla Ramazzotti ma devo dire che nessun altro mi ha fatta innamorare.
    Ora ho visto “Tre manifesti ad Ebbing” e ne sono rimasta folgorata, così mi sto sciroppando tutto ciò che gira intorno al regista e agli attori principali.
    Il Capo dice che è una brutta malattia la mia :)
    Un abbraccio grande

    • La primavera non è mai sembrata tanto lontana come in questi giorni: bora da record e gelo siberiano la fanno da padroni. Sono a casa con i postumi dell’influenza, quindi consigli su film da guardare sono ben accetti. Chissà se il tuo giardino è ricoperto di candida e soffice neve… . ;)

    • Ciao Chiara, ti ho scritto anche su Facebook, grazie mille! Ti mando un abbraccio <3

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