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Aspettando “Anno 1800” giocando ad “Anno 2205”

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Tutto ebbe inizio nel 2010, quando scovai questo videogioco dal nome accattivante Anno 1404: come lo si definisce in gergo ludico, si tratta di un city builder. Avevo già provato altri giochi del genere in passato, restandone puntualmente delusa (tipo Sim City 4), ma l’avventura con la serie Anno non si sarebbe esaurita col quindicesimo secolo.

Infatti, dopo *ehm* svariate ore a costruire villaggi, esplorare isole, ingraziarsi il Visir ed evitare le razzie dei Corsari, mi sono imbattuta nei capitoli successivi, ambientati nel futuro. Quando recentemente mi sono fratturata il calcagno ho avuto parecchio tempo “libero” e a volte avevo solo voglia di svagarmi: complice un mega sconto sulla piattaforma Steam (ne avevo parlato in questo post) ho comprato per pochi euro Anno 1404 – Venice e la prima versione futurista Anno 2070, con varie espansioni.
Venezia, che nel gioco diventa Isla Serena, è un’autentica delizia: ogni tanto il gioco mi ricordava che dovevo magari partecipare attivamente a qualcosa, invece che star lì a fissar le gondoline che navigavano tra i canali.
Dopo ulteriori *ehm* svariate ore di gioco alle prese col boriosissimo Giacomo Garibaldi, ho sperimentato Anno 2070, facendo un salto nel futuro ed andando incontro ad una mezza delusione: non ho mai amato gli scenari futuristi, nemmeno nei film, perché le ambientazioni mi sembrano sempre forzate e poco realistiche. L’unico aspetto che ho trovato interessante è la possibilità di costruire sott’acqua, grazie all’estensione Deep Ocean: ho girovagato un po’ annoiata col mio efficiente sommergibile, coltivando alghette ed evitando catastrofi ambientali a causa del petrolio, ma francamente non sono riuscita ad appassionarmi.

Anno 2070 Deep Ocean
Anno 2070 Deep Ocean

Avevo ormai rinunciato alle versioni futuriste quando un giorno mi arriva una mail: solo per 24h Anno 2205 scontato del 40%. All’inizio ho pensato grazie, ma no grazie, poi la curiosità ha avuto il sopravvento ed ho cercato alcuni video di gameplay che mi hanno abbastanza convinta: le città sembravano decisamente più accattivanti di quelle in Anno 2070, così come gli edifici dedicati alle produzioni dei beni necessari per soddisfare i diversi livelli di popolazione. La grafica pareva aver fatto davvero un gran balzo in avanti e per 17 euro -con incluse tutte le espansioni disponibili- mi è sembrato davvero un affare.
Così è iniziata la scoperta di Anno 2205 e devo dire che mi ha presa parecchio: la mia salute ogni tanto (spesso) diventa poco collaborativa e giocare mi permette di staccare un po’ i pensieri e distrarmi (tranne quando ho quelle odiose emicranie che durano 15 ore, per cui niente giochino).
Anno 2205 è impegnativo, diciamolo subito chiaramente: ho trovato molte differenze rispetto agli altri due giochi della serie e se alcune le considero un miglioramento, altre mi lasciano perplessa. Visivamente è una figata!

Anno 2205 screenshot
L’alba sulla mia Walbruck Basin

Anno 2205 screenshot
La mia città a Walbruck Basin, nella zona temperata

Anno 2205 screenshot
I miei insediamenti a Walbruck Basin

Anno 2205 screenshot
La mia base ad Akia Floes, nella zona artica

Anno 2205 screenshot
Nel gioco si può attivare lo scorrere del tempo e giocare al crepuscolo, di giorno, al tramonto o di notte

Anno 2205 screenshot
Il mio Spaceport nell’Iwamoto Crater, sulla Luna

Anno 2205 screenshot
La mia stazione orbitale, ancora sguarnita

Qual è il guaio adesso? Che è venuta fuori la notizia dell’uscita, prima prevista per quest’inverno, poi slittata a fine febbraio metà aprile 2019, di un ritorno al passato per la serie, ambientato nel diciannovesimo secolo. E quindi? Sto aspettando con impazienza Anno 1800, che promette proprio bene.
A giudicare dal trailer e da alcuni gameplay visti su YouTube (se v’interessa ho creato una personale playlist dei video più interessanti trovati finora) penso che dal punto di vista grafico questo sarà il gioco migliore in assoluto e l’epoca è decisamente tra le più intriganti.
Siamo in piena rivoluzione industriale, ci saranno commerci col Sud America, si potranno effettuare spedizioni in luoghi esotici con la speranza di riportare a casa -oltre alla pelle- artefatti preziosi da esporre nel museo (anche questo da costruire a proprio gusto).
Unica pecca: l’attesa. Fosse uscito, che so, a novembre o meglio ancora tipo… oggi, avrei preferito. 😉

Una mia piccola curiosità: quali sono i vostri giochi preferiti attuali? E soprattutto, giocate ancora? Tipo la mia amica che si auto-convince di star regalando la PlayStation al figlio quando già pregusta le serate col joypad in mano?
Io ormai ho abbandonato giochi come Prince of Persia, a cui ho giocato abbondantemente col mio moroso dell’epoca quando ero ancora una pischella. Troppo sbattimento. Ho fatto un timido tentativo con Assassin’s Creed, morendo con meticolosa puntualità ad ogni missione vagamente difficoltosa. Niente.
Anche nella serie Anno sono previsti armamenti militari, battaglie navali, guerre, epidemie e catastrofi: è per questo che adoro la modalità sandbox, dove posso beatamente disattivare nemici e calamità per dedicarmi al semplice (oddio, non è mai semplice!) insediamento sulle isole.

2 commenti

  1. Cara Ally, ti ho perdonato quando consigliavi libri da leggere, e va bene, film da vedere, e va bene, ma ora così mi rovini!!
    Ebbene sì, i videogiochi sono un punto debole da sempre per me da quando passavo le notti sotto le coperte di nascosto dai miei col Gameboy al primo computer, un catafalco terribile che occupava mezzo salotto. E certo che gioco ancora, anche se nessuno lo direbbe, sembro la classica donna in carriera che disdegna passatempi del genere. Pochi sanno che a casa ho tutte le consolle esistenti in commercio, e anche il mio vecchissimo Gameboy.
    Conosco la serie di cui parli, ma non mi ci sono mai avvicinata. Come spesso accade quando scrivi di qualcosa mi fai venire la curiosità di provare, suscitando il mio interesse. Chissà che a febbraio non faccia anch’io un salto nel XIX secolo.

    • Laura, perdonami. Anche perché… non ho mica finito di parlare di film, libri e giochi. 😁
      Io da piccolina giocavo col Commodore 64: si metteva la cassettina e si aspettava che caricasse, con dei rumori inquietantissimi. Ricordo ancora quanto fossero bruttini quei giochetti, ma all’epoca non c’era di meglio.
      Quando uscirà Anno 1800 ci sapremo dire le nostre impressioni.

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Ally Leeliah

Scrivo della mia città, dei libri che leggo, dei film il cui finale mi delude, di blog e di piante, del mio parco preferito dove vado a passeggiare e fotografare o schiarirmi le idee, delle mie tribolazioni. Benvenuti!

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