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Un giorno questo dolore ti sarà utile, il film

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Appena saputo che avrebbero tratto un film da Un giorno questo dolore ti sarà utile sapevo che sarei andata a vederlo… prevenuta un pochetto ma con la predisposizione più positiva possibile.
Alla fine si rimanda, si rimanda finché una domenica capita all’ultimo momento che si dovrebbe andare a vedere un film, poi succede l’imprevisto e così mi ritrovo nella saletta più mignon di Trieste (30 posti in file di 2) a godermi la visione di questo adattamento che in certi momenti ricalca fedelmente il romanzo ma si concede ampie libertà non sempre comprensibili.
Se non avete letto il libro e non volete rovinarvi la sorpresa saltate direttamente al video di uno dei brani che compongono l’azzeccatissima colonna sonora della nostra Elisa.

un giorno questo dolore ti sarà utile, il film

Inizialmente ero un po’ delusa dalla scelta dell’attore che interpreta il protagonista James Sveck, invece mi sono dovuta ricredere perché funziona egregiamente ed è -cosa più importante- credibile. L’unico momento in cui non mi è piaciuto è stato durante il confronto col suo amico John dopo lo scherzo di pessimo gusto e che in una certa misura nel film sembra essere il momento catartico che apre il bivio nella vita di James.
Ci sono molte citazioni e molti momenti riportati pari pari. Non ho ben capito -ma cercherò qualche intervista al regista per avere più chiare le sue intenzioni- lo stravolgimento totale riguardo la psicologa che James inizia a vedere su pressione dei genitori: nel libro non viene dipinta come una figura particolarmente positiva né tantomeno fondamentale, nel film invece è molto presente e si crea un buon rapporto tra i due.
La morte della nonna avviene in circostanze differenti ma funzionali alla fluidità della trama: non mi è dispiaciuto che sia stata affidata a lei tramite una dedica su un libro la citazione che dà il titolo al romanzo “Sii forte e paziente. Un giorno questo dolore ti sarà utile”.
Il cagnetto Mirò è assolutamente adorabile, soprattutto durante gli spostamenti in bicicletta (vedere per credere).

In conclusione: avrei voluto ci si soffermasse un po’ più generosamente sul mondo interiore di James, ad esempio sottolineando i dialoghi con la psicologa e l’attenzione del ragazzo per la proprietà di linguaggio o i suoi pensieri sulla casualità della vita. Mi è sembrato che il finale volesse in qualche modo far intendere che James “guarisce”, diventa normale -così come nel libro in cui lui stesso comunica che andrà alla Brown- come se quello che c’è stato prima fosse davvero “da disadattati”. Questa è stata la mia impressione, ma tutto sommato il film mi ha coinvolto, mi ha fatto sorridere e commuovere, ma soprattutto sono riuscita di nuovo a sentirmi vicina al protagonista, così com’era avvenuto pagina dopo pagina.

{ Qualche passaggio tratto dal romanzo di Peter Cameron }

8 commenti

    • Poi voglio sapere se ti è piaciuto. Continuo a preferire il libro ed il film che mi sono fatta in testa io leggendolo, ma anche la versione che c’è ora al cinema ha il suo perché.
      Mi fai le ore piccole, ah? Io elargisco lapsus ad ogni ora del giorno. 😉

  1. Anche io ho trovato molto carini i momenti dedicati a Mirò! Il film l’ho trovato carino, fatto abbastanza bene e trovo che il regista l’abbia molto personalizzato rendendolo una piacevole commedia. Seppure alcuni punti venisseo citati alla lettera, in certe scene mi veniva il dubbio se ero io a non ricordarmi il libro o era proprio il film ad aver scelto una strada alternativa. In certi momenti il pubblico in sala rideva per battute e inquadrature che a me lasciavano un po’ indifferenti (tipo le stravaganze della madre), l’unica scena spassosa è quella del nuovo marito della madre che aspetta fuori sotto la pioggia. Poi personalmente non mi sono sentita molto in sintonia con la scelta dell’attore, che effettivamente è bravo, ma di James avevo tutta un’altra idea…

    • A me sono mancate le scene dei tragitti in treno verso la casa della nonna, ridotte a poche sequenze di lui che pedala.
      Ripensandoci poi a freddo concordo con te: prendendoli come due realtà diverse libro e film sono entrambi più godibili.

  2. …ora che ho finito di legger il libro per il gruppo di lettura, guarderò il film…sono molto curiosa, soprattutto di vedere il cagnolino Mirò. Leggendo il libro me lo sono immaginato un po’ come il mio Pisolo, basta un semplice sguardo che ti capisce e secondo me anche lui non si considera un cane! 🙂

    • Del libro parleremo meglio sabato, sono curiosa di sapere le impressioni degli altri.
      Ti piacerà Mirò, è un cagnolino tutto nero intelligentissimo come il tuo Pisolo! 🙂

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Ally Leeliah

Scrivo della mia città, dei libri che leggo, dei film il cui finale mi delude, di blog e di piante, del mio parco preferito dove vado a passeggiare e fotografare o schiarirmi le idee, delle mie tribolazioni. Benvenuti!

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