Ha ricominciato a piovere e io ho ricominciato a mettere tutto in discussione (perché, avevo smesso?).
Ho passato molto tempo in casa, anche diversi giorni di seguito senza uscire nemmeno per la solita passeggiata di routine a prender aria buona e abbandonare per strada i pensieri nocivi. Ho continuato ad approfittare sempre, al meglio delle mie capacità attuali, del tempo speso in solitudine e ad uscire senza perder tempo non appena sentivo che ce la facevo, per cogliere l’attimo, letteralmente. Alcune volte son dovuta tornare indietro, ma mai lasciandomi scoraggiare, ri-uscendo subito dopo quando andava anche solo poco poco meglio. Ho evitato diluvi e conclusioni affrettate, e soprattutto che certe paure ancorate nella mia testa l’avessero vinta. Il tempo non sempre ha collaborato, ma grazie alla nuova giacchetta a vento poco me ne frega! wink

Cielo azzurro, cielo blu © leeliah99.altervista.org
Il cielo truffaldino che si trasforma non appena stai per uscire
Parco San Giovanni con la bora © leeliah99.altervista.org
Il freddo e la bora non impediscono di certo una capatina al roseto del Parco di San Giovanni

A forza di passare tanto tempo in salotto e guardare serie dopo serie di Downton Abbey, al punto di essere ormai in pari con la messa in onda della sesta ed ultima stagione in Inghilterra, mi è venuto il pallino di rivoluzionare un po’ la disposizione dei mobili e sono andata a prendere ispirazione in un negozio d’arredamento piuttosto conosciuto qui a Trieste, molto elegante e con mobili classici principalmente di legno scuro di grande impatto visivo. Pur essendo amante del bianco, ammetto che i piccoli ambienti ricreati nello show-room, specialmente le stanze sul soppalco, mi hanno fatto venire una gran voglia di trasferirmi direttamente là, nella mia piccola e personale Downton Abbey in miniatura.
Considerando che mia mamma, se le proponi un progetto del genere, la chiami a nozze, è andata a finire che sposteremo qualunque cosa non sia ancorata alle pareti, anche se non abbiamo ancora capito cos’è che faremo esattamente domani col nostro tuttofare convocato per l’occasione: abbiamo cambiato idea una dozzina di volte in pochi giorni e avanza sempre un mobiletto che non sappiamo dove ficcare. Il cambiamento che vorrei io è fuori discussione e anche la proposta di smontare tutto quello che c’è attualmente nella stanza per verniciarlo di bianco è stata scartata con un’occhiataccia, quindi vedremo se almeno il divano troverà una collocazione più panoramica a favore delle rose sul terrazzo.

Negozio arredamento
Una mini Downton Abbey?
© Florit

Sulla scia del progetto cambiamo casa senza cambiare casa ho deciso che dopo 4 anni mi sono stufata di aspettare che qualcuno mi conceda un aiuto con i rimasugli inutilizzati ancora dal vecchio trasloco, tipo lo stereo magagnato, lo scanner defunto, il monitor esploso e quel derelitto del case dell’ex-pc da cui stamattina, con immensa fatica, assumendo posizioni degne di una contorsionista sul pavimento di camera mia, spaccandomi un’unghia e tagliandomi un dito, ma più che altro imprecando contro le viti diventate un tutt’uno che quasi spaccavo il cacciavite, sono riuscita nell’ardua impresa di estrarre il preziosissimo disco fisso, salvandolo da un’ingloriosa fine in discarica. Il mal di schiena pre-esistente non ha gradito, ma la soddisfazione è stata considerevole! Chi fa da sé… .

Estrazione hard disk © leeliah99.altervista.org
Impresa ardua, ma ce l’ho fatta: hard disk iacta est!

Son quelle piccole vittorie che ti fanno pensare che avresti potuto arrenderti e fermarti, ma sei andata avanti a provare, non ti sei arresa dopo aver svitato la dodicesima vite che non serviva a niente e aver usato discutibili mezzi per riuscire nell’intento (se osservate bene l’hard disk nella foto forse riuscite a capire a cosa mi riferisco, che imbarazzo!) e forse questa tecnica vale la pena applicarla anche in altre questioni ben più importanti.
Stanno succedendo fatti che faccio fatica a capire ed accettare, mi arrabatto moltissimo ma con scarsi risultati, seppur ogni tanto accadano altri tipi di eventi che mi ridanno la speranza che qualcosa stia funzionando e che dopotutto la ruota stia girando nel giusto verso.

La luce oltre la porta © leeliah99.altervista.org
Rassicurante paura: solo al buio si distingue la luce

Ho riletto vecchissimi post del mio ex-blog, rendendomi conto di quanto fossi fortunata nel periodo in cui credevo di stare male, ed è evidente adesso che dipende interamente da atteggiamento e volontà.
Quello che mi manca al momento è chiarezza mentale: so cosa non voglio più, ma finché non riesco a sostituirlo con quello che desidero rimane lo stallo. Cerco costantemente di pilotare i pensieri verso una strada propositiva, bloccando sul nascere i soliti dubbi e le classiche ansie trite e ritrite, riuscendoci a volte con discreto successo, mentre altre volte finisce che faccio una delle mie stranezze che solo io so, perché mi fanno sentire meglio (in realtà ad essere del tutto onesta non so il perché, so solo che se le faccio poi sono contenta).

Mi son ritrovata in un giardino dimenticato, come quello del libro Il Giardino Segreto, invitata per caso dal proprietario appena conosciuto per strada, ad ammirare il grande ulivo che dominava il pastino separato dal cortile in pietra da qualche scalino abilmente ricavato nella roccia, proprio vicino all’albero di fico, a fianco di un angolino ombroso dove le ortensie crescerebbero senz’altro rigogliose e io lì a lavorare d’immaginazione e a sorridere perché chi l’avrebbe mai pensato di finire dietro quel cancelletto osservato tante volte di passaggio al famoso vivaio vicino casa.
Mi son ritrovata anche a prendere un impegno pensando fosse una roba seria in cui dover esser professionale, per poi passare invece due ore in allegria a chiacchierare, leggersi a vicenda scemenze arrivate via WhatsApp e riconsiderare i giochini di carte pre-installati su Windows meno sfigati e orribili di quanto avessi sempre pensato.

Però devo smettere di mangiare così tanta cioccolata: diamine, con l’autunno tornano i miei cioccolatini preferiti e io sono pessima a resistere alle tentazioni a portata di mano!

Cosa è successo prima:
Porto Vecchio di Trieste © leeliah99.altervista.org

Un treno storico per riscoprire il Porto Vecchio di Trieste

Cosa è successo dopo:
Autunno nel Parco di San Giovanni a Trieste © leeliah99.altervista.org

L'autunno, la mia stagione preferita (o quasi)

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6 Commenti

  1. Ommamma, l’ultima foto sembra che ci sia un’astronave dietro quella porta :-o
    Ci mostri come viene la rivoluzione nel salotto? Sono curiosissima!!!
    Sei stata più che brava con il computer, a guardare la tua foto non avrei saputo neanche dove mettere le mani, quindi figurati se capisco dov’è l’errore imbarazzante :P

    • Incontri ravvicinati del terzo tipo in corridoio… sarebbe un titolo accattivante! XD
      Per ora, dopo aver solo spostato una libreria, sono distrutta, ma le elucubrazioni e la voglia di rivoluzione permangono, per cui vediamo gli sviluppi e casomai farò un post dedicato.
      Mi rincuora che non sia così evidente la mia palese inettitudine con la pc-basso-manovalanza, che sollievo! ;)

    • Non sai che gioia sapere che i miei post non sono ricevuti come “cugni stratosferici” da chi mi legge, grazie! <3

  2. Lo sapevo che finivi di nuovo in qualche giardino segreto tu! :D
    Ma questi cioccolatini misteriosi, sarebbero???

    • Eh sì, vorrei diventasse un’abitudine quella di esplorare giardini, segreti e non.
      Devo proprio confessare i miei peccati di gola? Ehm, sono tondi, ricoperti di granella di nocciole con una noce intera nel ripieno, sono avvolti in una cartina giallo oro, non sono per niente sani ma sono troppo buoni… e adesso mi è venuta voglia di mangiarne uno (sè, uno, come no!). :P

Tu che ne pensi?