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Visita al Museo Sartorio: rose profumate, dettagli incantevoli e vista mozzafiato

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L’inverno si sta impossessando dei poveri mesi primaverili: è stato difficile trovare il momento giusto per visitare questo museo, tra giornate di tempo orrendo, salute traballante e limitati orari di apertura al pubblico. Basta non demordere e dopo solo un annetto circa (Vuoi procrastinare? Chiedimi come!) ho raggiunto l’obbiettivo: il Civico Museo Sartorio di Trieste.
La mia città è davvero molto generosa, in tantissimi modi diversi: architettura, cibo, mare, spazi verdi, cultura, clima e chicche per intenditori o semplici amanti del bello.
Quello che mi attirava di più era il fatto che questo museo fosse ospitato all’interno di una villa circondata da un giardino, in posizione strategica a ridosso di una delle zone più affascinanti di Trieste. Quello che ancora non sapevo era il regalo che mi aspettava in un salottino al secondo piano.
Già all’ingresso comunque l’accoglienza è magnifica: il giardino che abbraccia la villa è delizioso, si passeggia tra statue, rose e peonie in una piccola oasi di tranquillità.

Museo Sartorio di Trieste © leeliah99.altervista.org Museo Sartorio di Trieste © leeliah99.altervista.org

Come era già accaduto al Museo Morpurgo, quelli che mi hanno affascinata di più sono stati gli ambienti dedicati alla vita vissuta: la cucina, le biblioteche e i salotti sono le stanze in cui mi sono soffermata volentieri più a lungo, apprezzando ogni più piccolo e prezioso dettaglio.
Le librerie ottocentesche, per una che ha lavorato 14 anni nelle biblioteche ed ha sempre amato i libri, sono quasi da commozione: qui ho potuto avvicinarmi e curiosare tra i seimila volumi rilegati (senza binocolo, come invece mi sono riproposta di fare quando tornerò al Castello di Duino), invidiando particolarmente la collezione sul giardinaggio.

Museo Sartorio di Trieste © leeliah99.altervista.org Museo Sartorio di Trieste © leeliah99.altervista.org Museo Sartorio di Trieste © leeliah99.altervista.org Museo Sartorio di Trieste © leeliah99.altervista.org

Tra salotti e sale, dipinti, statue, porcellane, lampadari, orologi e caminetti, il primo ed il secondo piano sono un’autentica gioia per gli occhi: pavimenti scricchiolanti e soffitti decorati, anche qui dettagli da non lasciarsi sfuggire.

Museo Sartorio di Trieste © leeliah99.altervista.org Museo Sartorio di Trieste © leeliah99.altervista.org Museo Sartorio di Trieste © leeliah99.altervista.org Museo Sartorio di Trieste © leeliah99.altervista.org Museo Sartorio di Trieste © leeliah99.altervista.org Museo Sartorio di Trieste © leeliah99.altervista.org Museo Sartorio di Trieste © leeliah99.altervista.org Museo Sartorio di Trieste © leeliah99.altervista.org Museo Sartorio di Trieste © leeliah99.altervista.org

La quadreria, la gipsoteca, il giardino d’inverno delle sculture, i disegni del Tiepolo: non si può non rimanere sbalorditi visitando il Museo Sartorio.
C’è anche qualcos’altro però che mi ha lasciata a bocca aperta e con la voglia di rimanere fino alla chiusura: la vista mozzafiato sui tetti e sul meraviglioso mare di Trieste, che adoro.
Quanta bellezza tutta assieme!

Museo Sartorio di Trieste © leeliah99.altervista.org

Per maggiori informazioni e dettagli sulle mostre permanenti e temporanee ospitate all’interno del Museo Sartorio, consultate il sito ufficiale.

4 commenti

  1. Sono rimasta indietro con i tuoi post ! Ma fortuna che ho recuperato perchè questo non me lo sarei voluto perdere assolutamente. Io adoro questo genere di museo e che foto strepitose hai fatto. Me le sono riguardate all’infinito. Perfette !
    Ma quante cose belle riesci a scovare ! Dovresti fare la guida turistica 😉
    Un bacione

    • Ho altri musei triestini nella mia lista di desideri e sembrano uno più splendido ed interessante dell’altro. Caldo e salute permettendo conto di visitarli presto… e scriverci un bel post per la tua gioia 😉

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Ally Leeliah

Scrivo della mia città, dei libri che leggo, dei film il cui finale mi delude, di blog e di piante, del mio parco preferito dove vado a passeggiare e fotografare o schiarirmi le idee, delle mie tribolazioni. Benvenuti!

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