Crea sito

Missione non impossibile

Insomma, capita che ti svegli una mattina e pensi che vuoi fare una determinata cosa, e che per due giorni di seguito sei costretta a rimandarla perché la tua pancia decide diversamente. Poi viene la volta buona, che te ne freghi se non stai proprio benissimo, ti ripeti tipo mantra e cosa vuoi che succeda di tanto terribile, alla peggio torni subito a casa ed esci.
Cosa c’è di più normale di farsi un giretto tra le bancarelle della fiera di San Nicolò? Niente, se sei una persona che non soffre di attacchi di ansia/panico e che da più di un anno lotta per riconquistarsi il suo legittimo diritto ad una vita sana e gioiosa.

Fiera di San Nicolò a Trieste © leeliah99.altervista.org
Fiera di San Nicolò a Trieste

Ho scelto apposta un luogo affollato e caotico, per dimostrarmi -ancora una volta e tutte le volte che sarà necessario- che le proiezioni elaborate dalla mia mente sono -appunto- nella mia mente e che posso girovagare da sola in mezzo a gente, confusione, palloncini a forma di minions e profumo di zucchero filato senza mandare in tilt il mio sistema nervoso.
Fatto!

Preso coraggio, mi sono spinta ancora un po’ oltre: e se andassi a piedi fino al mega supermercatone dove ho visto sul volantino che vendono piantine di elleboro a poco prezzo? E andiamoci, perbacco, ma non prima di aver sudato poco dignitosamente per essermi vestita troppo (avevano previsto freddo polare, boh) ed aver confermato per l’ennesima volta che pur essendo nata e cresciuta a Trieste sono perfettamente capace di imboccare la trasversale sbagliata (tutta in salita!) e perdermi.
Normalmente mi sarei scoraggiata a livelli patologici e avrei (non) risolto la faccenda frignando, ma ieri mi girava bene e con uno slancio olimpionico sono tornata sui miei passi, ho attivato il cervello (non avendo accesso a Google Maps) e mi sono raccapezzata. Che poi abbia dovuto chiedere “l’aiuto da casa” come nei quiz televisivi è superfluo, no? uneasy

Sono arrivata alla meta accaldatissima come se fosse agosto, ma molto determinata ad offrire ad almeno uno degli ellebori tristemente posizionati tra pandorini e babbetti di Natale di cioccolato in offerta un futuro migliore. E così è stato!

Elleboro sul terrazzo © leeliah99.altervista.org
L’elleboro adottato, in compagnia delle violette e della camelia

Tutto bene, quindi? No, perché anche stavolta, avendo la ghiotta occasione di poter essere soddisfatta ed orgogliosa di me stessa, ho lasciato invece che scattasse un meccanismo antipatico, ritrovandomi la sera con una gamba e la schiena un po’ troppo doloranti.
Non mi arrendo però: riuscirò ad avere la meglio con l’aiuto della forza di volontà e -temo- di una bustina di Oki, ma nebbia o non nebbia oggi si esce di nuovo.

6 commenti

  1. Sai che succede anche a me? Di riuscire in un intento e poi “pagarlo” subito dopo come una sorta di autopunizione. Fai bene a non arrenderti, prima o poi questi giochini dell’inconscio molleranno la presa.

    Molto carino l’elleboro, mi sembra una piantina molto natalizia. wink

    • Dobbiamo smettere di auto-sabotarci, ecchecaspita!
      L’elleboro è tanto carino: in effetti il suo secondo nome è rosa di Natale (ma quante ne so???!!!). lol

  2. Il tuo terrazzo è sempre ben fornito vedo, in ogni stagione. smile Un elleboro fortunato quello che hai scelto ieri, sarà di sicuro più contento di stare all’aria aperta che su uno scaffale di supermercato sotto le luci al neon.

    • Il terrazzo è già in versione pre-invernale, ma resiste ancora qualche sprazzetto primaverile, mentre i ciclamini, essendo tipicamente autunnali, si domandano che ci fanno le viole selvatiche a dicembre lì vicino. tongue L’elleboro per ora sembra grato e soddisfatto della sua nuova postazione.

  3. Se avessi il telefono a portata di mano ti manderei dei braccini stile Braccio di Ferro per farti forza! Immagina file e file di braccini forzuti!

    L’elleboro è meraviglioso!
    Ricorda fate, boschi e magie smile

    Un abbraccio nebbiosissimo da qui! :*

    Camilla

    • Braccini e braccini, tutti in fila! bigsmile
      L’elleboro dà molta soddisfazione a vederlo, non vedo l’ora che rispuntino quelli rosa-viola nel Parco di San Giovanni che sono uno spettacolo.
      Mi concentro, mi concentro sulle cose belle.
      La nebbia è in arrivo anche qui, ma oggi c’era ancora un po’ di sole nelle prime ore del mattino e aiuta ad iniziare bene la giornata, anche se coi dolorini.
      Ciao Camilla, buona serata!

Cosa ne pensi? Lascia il tuo commento.

Scrivi il tuo commento qui
Scrivi il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.


Ally Leeliah

Trieste, IT

Scrivo della mia città, dei libri che leggo, dei film il cui finale mi delude, di blog e di piante, del mio parco preferito dove vado a passeggiare e fotografare o schiarirmi le idee, delle mie tribolazioni.
Benvenuti!

ALTRI POST

L’autunno, la mia stagione preferita (o quasi)

Ottobre, al suo arrivo, mi aveva messo un po' d'apprensione: non sarà che dalla torrida ed insopportabile estate si passerà direttamente al gelido e...

Il super potere della semplicità: passeggiate d’autunno

Pare che l'autunno, dopo essersi fatto tanto desiderare, sia già pronto a lasciarci. Secondo il meteo, giovedì sarà la giornata incriminata: esprimo tutto il mio...

Preludio d’autunno tra ville, castelli, foglie rosse e cigni reali

L'autunno, quando torna, è un anno che lo si aspetta: chi con malinconia perché segna la fine dell'estate, chi con sollievo... perché segna la fine...