Mi pareva strano, effettivamente. Con Liny avevamo scandagliato il web alla ricerca del sito perduto con la programmazione del cinema all’aperto del Giardino Pubblico qui a Trieste ed eravamo rimaste a dir poco deluse a vedere che erano previsti solo film piuttosto datati. Sì, peccato che si erano dimenticati di aggiornare la pagina e appena l’altro giorno è magicamente apparso l’elenco vero: poco male perché non abbiamo perso molto e giuste in tempo per la seconda visione di Mangia Prega Ama.
Scrivo un messaggio ad un’altra mia amica che mi risponde laconica: “già visto, non mi è piaciuto”… vabbeh, molto incoraggiante. Invece a me non è dispiaciuto affatto!

Ci siamo date appuntamento esageratamente un’ora prima che iniziasse per paura di non trovare più biglietti, e ci siamo ritrovate da sole in mezzo al parco a dondolare sulle altalene per bimbi minuscoli (ma quanto sono basse???) non prima che la sottoscritta si trovasse con le chiappe a terra (dio mio, manco son capace di salire su un’altalena mignon adesso? Andiamo bene!). Quindi abbiamo potuto scegliere i posti migliori mentre si alzava un venticello alquanto freschetto ed i gabbiani famelici ci accerchiavano minacciosi.
Beh: una signora alla fine del film l’han dovuta staccare a forza dalla sedia perchè c’era in atto un principio di congelamento, io mi sono tuffata nella mia felpona di salvataggio da cui non sono riemersa fino all’arrivo nel mega macchinone di Liny (che non ha un SUV, c’ha un auto piùggrande lei!). Poi guardando la prima parte del film ti viene una fame che non ci stai dentro, io in borsa avevo solo l’anti-zanzare e Liny mi ha confessato di aver cenato con macedonia e gelato. FAME NERA! E Julia Roberts intanto si sbafava piattazzi di spaghetti e ogni ben di dio.

"Mangia Prega Ama" al Giardino Pubblico di Trieste © leeliah99.altervista.org
“Mangia Prega Ama” al Giardino Pubblico di Trieste

Era da anni che non mi godevo un film all’aperto, è divertente perché hai due spettacoli in uno: c’è il film vero e proprio e poi tutta una serie di eventi naturali e del tutto casuali di contorno che prevedono scontri di uccellini – gabbiani – pipistrelli davanti allo schermo, caduta di foglie in testa dai rami scossi dalla brezza serale e movimenti strani non meglio indentificati al di là delle siepi. wink

Ieri invece pomeriggio culturale. Eh?
Mah, diciamo che ho tentato un approccio all’arte contemporanea andando alla Biennale Diffusa organizzata al Magazzino 26 nella zona del Porto Vecchio di Trieste. Nel sito c’è una mappa che se non ce la mettevano era uguale, perdonatemi: non si capiva a che altezza si entrava, per cui abbiamo pensato che per non sbagliare si poteva entrare dal Molo IV e farsela tutta a piedi, cogliendo l’occasione di vedere i vecchi magazzini abbandonati e farsi una passeggiata.
Cammina cammina, cammina cammina… cammina cammina e cammina ancora… noto la scritta 16 su un edificio, il che significa che ne mancano ancora 10 e siamo già tutte sudate. Sentiamo un rumore di motore che si avvicina: è la navetta. Il conducente abbassa il finestrino e ci sorride magnanimo da dietro gli occhialoni da sole: “è ancora lunga ragazze, venite con me!”. Uuuhhh, e chi sei? John Wayne all’arrembaggio? Decidiamo di accontentarlo visto che il mezzo è desolato e ci pareva brutto rifiutare: temo siamo state le uniche passeggere della giornata.
Arriviamo a destinazione: io senza capire un’acca attacco a fotografare qualsiasi cosa, non so, mi scattava il dito sull’otturatore a raffica. Il tipo piacione alla biglietteria ci accoglie con un ruffianissimo “a tutte e tre ridotto perchè siete under 25”… ce piacerebbe, caro omino, comunque lo sconto era identico a quello per i residenti, per cui non c’è stato spazio per i sensi di colpa per non aver rivelato la dura verità anagrafica.

Se siete capitati qui pensando di trovare una recensione della Biennale: spiacente di deludervi, tornate su Google e cercate altrove. Io non ci ho capito nulla ma era tutto fighissimo! Lo dimostra il fatto che nella mia totale inesperienza ed ingenuità avevo calcolato che saremmo state fuori dopo un’oretta al massimo: 3 ore tonde! La parte migliore, scusate, è stata la sosta sulle comodissime sedie del terrazzone dell’ultimo piano con vista stratosferica sul mare.
Se anche non ve ne importasse una cippa di arte moderna, andateci lo stesso perché anche solo l’edificio in sé merita. Mentre tutti si soffermavano a leggere le etichette delle opere e a girarci attorno e a studiarsele e a discutersele, io sgambettavo da un angolo all’altro delle immense sale e fotografavo dalle finestre, poi fotografavo il riflesso sui vetri delle finestre e poi proprio le finestre… 38 scatti di finestre, mi è preso tipo un raptus e ve ne potete accorgere da soli guardando il collage qua sotto (in una foto ci sono anch’io).

Biennale Diffusa al Magazzino 26 di Trieste © leeliah99.altervista.org
Biennale Diffusa al Magazzino 26 di Trieste
Magazzino 26 a Trieste © leeliah99.altervista.org
Magazzino 26 a Trieste
Cosa è successo prima:
The Tiny Bang Story

Tiny Bang Story

Cosa è successo dopo:
Ombrellone © leeliah99.altervista.org

Arrovellamenti estivi

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7 Commenti

    • Se sali in terzo piano e mi lanci una corda ti raggiungo direttamente sul terrazzone, così poi scendendo ammiro di nuovo tutte quelle… ehm… opere d’arte. :)

  1. Ciiiiiaooooooo!!!!!!! Bellloooooo!!!! “Sei proprio Strano!!!” Te lo ricordi??? Chickita, che cocola!!! Me son diverti un mondo quella serata a veder Rango!!!!

    • Eilà, ma ciao! :D È stato troppo divertente, lei è veramente fantastica, ormai parlo pure io col suo accento “strano” ;)

    • Oh che bello! Bravissimo :)
      Allora, se vuoi mettere un’immagine dove c’è il titolo dovrai scegliere un altro tema perché quello che hai adesso purtroppo non te lo lascia fare. Ti metto il link con tutti i temi che hanno quella funzione (si chiama “custom header”): clicca qui.
      Buona scelta e buon blog!!!

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