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L’enigmatico ingranaggio dei ricordi

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When you were standing in the wake of devastation
when you were waiting on the edge of the unknown
and with the cataclysm raining down
insides crying “save me now”
you were there impossibly alone
do you feel cold and lost in desperation
you build up hope but failure’s all you’ve known
remember all the sadness and frustration
and let it go, let it go

Perseveranza © leeliah99.altervista.org

Mi sono spesso chiesta per quale misteriosa ragione ci restano scolpiti nella mente frammenti ed istanti vissuti decenni prima, mentre interi anni della nostra vita sembrano stati spazzati via dai nostri ricordi come se non ci fosse stato nulla degno di memoria, per poi venire improvvisamente investiti da un flash-back inaspettato che ci catapulta indietro nel tempo quasi togliendoci il fiato per un attimo.

Rivedo certe scene del mio passato in modo talmente vivido che riesco a richiamare alla memoria persino gli odori ed i pensieri che avevo in testa in quel momento, le sensazioni, i vestiti che avevo addosso, il buco allo stomaco perché avevo fame ad esempio e sempre, costante, la certezza che quello sarebbe stato archiviato nella cartella dei “momenti che non vanno persi”. Poi ricordo anche particolari piuttosto insignificanti, frasi o gesti di persone che non fanno più parte della mia vita ma che ogni tanto fanno capolino e mi fanno pensare ma perché cavolo mi siete tornati in mente?

La mia compagna di classe al liceo e la sua per me inconcepibile cotta per Amedeo Minghi che la spingeva a costringermi ad ascoltare “Marinella” dal suo walk-man durante il tragitto in autobus; io ed un’amica che aspettiamo infreddolite su una rotonda in mezzo al traffico mentre gli altri del gruppo cercano parcheggio; dei biscotti offertimi da una sconosciuta ad un seminario; il fastidio della sabbia appiccicosa sotto i piedi nel tragitto dall’ombrellone al baracchino dei gelati; una notte insonne trascorsa pensando ossessivamente ad uno stupido ragazzo a cui avrei rivolto la parola per la prima volta appena dopo quattro anni; i grissini col prosciutto crudo e lo stracchino che io ed i miei cugini trovavamo sempre ad aspettarci la domenica a casa di nonna; la fretta nello scendere le scale prima di andare a vedere il concerto dei Bon Jovi a Milano; la gioia travolgente che mi ha invaso aspettando al semaforo di Trafalgar Square una volta uscita dalla National Gallery con mia cugina dopo aver realizzato che avremmo avuto l’intero pomeriggio libero per fare letteralmente quello che volevamo in giro per Londra… .

È normale desiderare di averne tanti di momenti belli da ricordare, resta sempre il fatto che io tendo a struggermi nella nostalgia pur sapendo che tanto bene non fa.

2 commenti

    • Sono completamente d’accordo con te. I ricordi, sia belli che brutti, fanno parte di noi e ci rendono quello che siamo. : )

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Ally Leeliah

Scrivo della mia città, dei libri che leggo, dei film il cui finale mi delude, di blog e di piante, del mio parco preferito dove vado a passeggiare e fotografare o schiarirmi le idee, delle mie tribolazioni. Benvenuti!

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