Sono stupita del fatto che ci sia voluto così tanto tempo prima di cimentarmi con la recensione del secondo capitolo della trilogia de Lo Hobbit, ma potrei elencare a mia discolpa una serie di irreprensibili scuse motivazioni, la meno stupida delle quali sarebbe senz’altro che mi riservavo il diritto di scrivere su La Desolazione di Smaug dopo aver rivisto il film almeno una seconda volta, anche se poi se n’è aggiunta una terza, tanto per finire l’anno in bellezza.

The Desolation of Smaug

L’attesa, quando la scadenza arriva agli sgoccioli, diventa proporzionalmente sempre più difficile da gestire ed ammetto di essermi pentita senza riserve di non aver evitato le indiscrezioni che avevano cominciato a diffondersi sul web, al punto che prima ancora di prenotare i biglietti per il cinema già sapevo per filo e per segno come si sarebbero susseguite le scene, con grande abbondanza di dettagli. Farò in modo che l’errore non si ripeta per l’ultimo capitolo l’anno prossimo.

A differenza dello scorso dicembre, quando mi sono davvero emozionata non appena è apparsa la Contea sul grande schermo, questa volta sapevo in anticipo che ad accoglierci sarebbe stata Brea e mi sono quindi auto-privata il gusto della sorpresa (apparizione di Peter Jackson inclusa).
L’unico lato positivo di aver letto troppe recensioni è stato l’essere già parzialmente pronta alle delusioni: ad esempio mi aspettavo moltissimo dalle scene con Beorn e devo dire che quei pochi minuti sono stati perfetti, ma -appunto- erano pochi minuti. Edizione estesa: pensaci tu!
Alcuni momenti mi sarei sentita quasi di criticarli dopo la prima visione, e forse anche dopo la seconda, ma ora che il tutto si è sedimentato posso scrollarmi di dosso le opinioni ed i giudizi altrui per estrapolare pensieri solo miei.

Aspettavo con trepidazione il ritorno di Legolas, non è un segreto: sapevo anche che questo Legolas non sarebbe stato come il Legolas che Il Signore degli Anelli ci ha fatto conoscere ed amare. Questo Legolas qui, diciamolo, è un po’ stronzetto: arriva, minaccia, perquisisce in malo modo, insulta, imprigiona, deride, trucida, lancia occhiatacce, usa senza permesso *la qualsiasi* per le sue acrobazie mortali e s’incazza di brutto quando si accorge che gli sanguina il naso.
E io ho adorato tutto ciò!!! ^_^
Sarà sopra le righe, eccessivo, ridicolo, fisicamente impossibile, troppo poco realistico e quello che vuoi, ma a me è piaciuto. La prima volta non tanto: mi infastidisce quando si nota troppo chiaramente la grafica computerizzata, ma se si riesce a mettere da parte la vocina razionale della propria mente ci si gode semplicemente quello che avviene davanti agli occhi.

La Desolazione di Smaug: Legolas

Tauriel: adoro l’attrice che la interpreta, Evangeline Lilly (conosciuta grazie a Lost) e il personaggio è giusto e ben inserito nel contesto, essendo stato inventato di sana pianta da Peter Jackson & co., ma credo che le sue scene siano state indirizzate male, tanto che emerge solo in minima parte la sua personalità, ed è un peccato.
Tauriel poteva essere molto di più, invece mi è sembrato si sia messo in evidenza soprattutto il fatto che lei abbia attirato le attenzioni di un principe e di un nano. La scena in cui guarisce Kili ricalca troppo quella in cui Arwen ne La Compagnia dell’Anello salva Frodo e non riesco a considerarla un omaggio, più una brutta imitazione del tutto superflua e quindi un po’ seccante.

La Desolazione di Smaug: Tauriel

Pontelagolungo: mi fa sempre pensare ad Anno 1404, e non è necessariamente una brutta cosa, visto quant’è bello quel gioco. La colonna sonora che accompagna il momento in cui compare la prima inquadratura panoramica della città è decisamente azzeccata (Howard Shore non ne sbaglia mezza).
I personaggi -tutti- sono perfetti, persino il sindaco ed il suo fastidiosissimo leccapiedi. Bard è fantastico!

La Desolazione di Smaug: Bard

Thranduil mi ha lasciata perplessa. Non capisco se non mi convince o se al contrario Lee Pace è talmente bravo a renderlo glaciale da risultare così distaccato e inamabile a proposito. Propendo per la seconda.
Ho detestato il trucco usato per mostrare la cicatrice sul suo volto durante il colloquio (o dovrei dire lo scambio di cortesie?) con Thorin. Effetti speciali inutili: meglio evitarli, a mio parere.

Radagast continua a sembrarmi “troppo”, in generale, nonostante sia nella sua natura essere eccentrico ed eccessivo. Gandalf invece vince sempre, anche quando pare il contrario: merito di Sir Ian McKellen a cui facciamo tutti un doveroso inchino. Non vedo l’ora di vedere Galadriel giungere in soccorso a Dol Guldur… perché succederà così, no?

La Desolazione di Smaug: Gandalf e Radagast

Bilbo ha due scene strepitose in questo film. La prima quando perde momentaneamente l’anello nel Bosco Atro e ne capisce per la prima volta il vero potere non appena se ne rimpossessa: senza dire una sola parola Martin Freeman ti fa capire a tal punto quello che sta provando Bilbo da trasmetterti fisicamente la sua sensazione di sollievo che si tramuta in disagio, in presa di consapevolezza, in orrore e paura.
La seconda scena non poteva che essere quella dei barili: uno dei momenti meglio riusciti, nonostante sminuisca un po’ l’intelligenza di Bilbo, pur regalando un momento davvero divertente.

La Desolazione di Smaug: Bilbo

Thorin mi è piaciuto molto di più in questo secondo film, sicuramente per il fatto che finalmente ha capito il valore di Bilbo e si fida di lui, motivo per il quale invece non ho apprezzato il cambiamento radicale troppo improvviso del suo atteggiamento quando gli chiede se ha trovato l’Archengemma, momento reso meno inaspettato esclusivamente per il provvidenziale intervento di Balin che ci fa capire che Thorin non è se stesso (e il successivo primo piano di profilo di lui con la sagoma della statua di suo nonno che si staglia dietro, come un presagio di ciò che inevitabilmente sta per accadere).

La scena della montagna: la prima volta ho pensato fosse un’assurdità che i nani si arrendessero così velocemente (e che Thorin ordinasse di sfondare la porta… come gli viene in mente, come fa a non ricordarsi che è impossibile?!), ma ripensandoci ha senso. A volte aneli a qualcosa per anni, sei sul punto di raggiungerla e all’ultimo istante ti viene tolta da davanti agli occhi: o impazzisci di dolore, o… niente, vai avanti con la tua vita. Io credo di aver capito, ma ho letto che tanti fans non l’hanno proprio mandata giù.
Che emozione quando finalmente la porta si apre però. Bellissimo e toccante, di nuovo momento memorabile per merito del mio nano preferito. wink

La Desolazione di Smaug: i nani

Arriviamo a Smaug: è un drago, ovvero la creatura mitologica che più mi attrae da quando sono venuta al mondo (fatta eccezione per l’unicorno alato).
Smaug parla, e va bene, sputa fuoco, ancora meglio, ma quello che interessa a me è che *vola*. Il fatto che questo drago nello specifico volteggi nella notte dopo essersi scrollato di dosso l’oro fuso esclamando “Io sono Fuoco, io sono Morte” è stato motivo di gioiosità e garrula soddisfazione, grazie mille.

La Desolazione di Smaug è il secondo capitolo di una trilogia, quindi forse è inevitabile che il suo destino sia di essere un concentrato di azione, momenti catartici, ancora azione, più azione, rivelazioni sconvolgenti e ancora più azione. Ho letto indiscrezioni sull’edizione estesa che dovrebbe contenere quasi mezz’ora di materiale aggiunto, e mi auguro si tratti di momenti di rallentamento, di dialoghi, di introspezioni ed approfondimenti di personaggi. Sono disposta perfino a rinunciare a qualche piroetta letale di Legolas, pensa un po’ quanto ci tengo!

In conclusione, ho una domanda che ritengo di fondamentale importanza (e che temo mai troverà risposta): ma Legolas si è reso conto che Thorin gli ha salvato la vita uccidendo l’orco che stava per spaccarlo in due? No, perché… diciamoglielo sennò, cortesemente.

Cosa è successo prima:
The Three Musketeers

Vigilia di Natale coi tre Moschettieri

Cosa è successo dopo:
Mercatino natalizio a Trieste © leeliah99.altervista.org

Rigurgito natalizio e volti noti

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6 Commenti

  1. Durante le vacanze natalizie, ho visto e rivisto il primo capitolo de “Lo Hobbit”. Tre visioni del secondo capitolo non bastano secondo me. Al cinema è tutta un’altra cosa! Sembra di essere li con loro per concludere il loro viaggio verso la Montagna Solitaria. Una volta raggiunta, finalmente dopo aver combattuto con i ragni e sfuggito agli orchi grazie all’aiuto provvidenziale di Legolas e compagni, che emozione vedere l’Immenso, il Dorato Smaug!

    • No che non bastano! ;)
      Il prossimo non so se riuscirò a vederlo in 3D: già mi si appannano gli occhiali da soli, figuriamoci coi fiumi di lacrime! :'(
      p.s.: quando penso a Legolas il primo aggettivo che mi viene in mente non è “provvidenziale”, chissà come mai. :P

  2. Allora per la prossima volta niente 3D, non ci avevo proprio pensato.
    Hi hi hi, so bene che non è quello l’aggettivo che ti viene in mente quando pensi a Legolas hi hi hi però diciamolo quando c’è lui, niente può andar storto ;-)

    • Massì, nella lista degli aggettivi che gli si addicono ci mettiamo pure provvidenziale, ci mancherebbe. :)

  3. Qua c’è qualcuno che ha una cotta per un certo elfo. O mi sbaglio?!?! :-P
    Alla fine non ho ancora comprato il libro però ho visto anche questo secondo film e mi è piaciuto molto, molto più del primo.
    Ok, dovrei leggere il libro ma posso chiedere un’anticipazione sul perchè il prossimo sarà da piangere? Cioè, ho capito che morirà qualcuno, giusto?

    • C’hai preso, ovviamente. ;)
      In realtà non so quanto la sceneggiatura finale sarà fedele al libro, finora ci sono state parecchie libere interpretazioni, ma mi auguro (seppur a malincuore) che certi stravolgimenti siano stati evitati, quindi preparati a veder morire nella battaglia delle Cinque Armate più di un personaggio a cui ci siamo affezionati.

Tu che ne pensi?