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Il remake della tela di Penelope

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. Fai
. disfa
. spiega alle matricole i perché ed i percome del magico mondo bibliotecario in italiano / triestino / inglese / spagnolo e pseudo-francese
. copertina i libri sfasciati
. stampa le etichette con le collocazioni
. colloca
. scolloca
. controlla nel cartaceo
. ricontrolla perché non si sa mai
. rimetti a posto i volumi a scaffale
. accompagna per manina l’utente che si è perso nei depositi
. [pausa biscottini e chiacchiere]
. fai
. disfa
. rispondi ad assurde richieste telefoniche che sembrano candid-camera
. inventa mille scuse per non dover tesserare contemporaneamente quindici studentesse Erasmus che non prenderanno mai libri in prestito ma non sanno quante scartoffie dobbiamo riempire noi per inserirle nel sistema
. controlla e ricontrolla i programmi d’esame perché i docenti cambiano idea sui corsi ad ogni sghiribizzo
. fotocopia testi introvabili per le dispense
. illumina il ragazzetto liceale su come repererire quello che gli serve sul catalogo elettronico
. ascolta gli sfoghi e conforta la laureanda in preda ad una crisi di nervi
. fai
. disfa…

La lista continuerebbe ma c’ho da fare. 😉
Alla luce di tutto ciò, qualcuno ha ancora coraggio di dirmi “lavorare in una biblioteca dev’essere noiosetto, ma non ti stufi a far sempre le stesse cose tutti i giorni?”.
Tsè!

girl with glasses and book

8 commenti

  1. Appunto! altroché non ci si annoia mai, bello e divertente fare e disfare, non vedevo proprio l’ora! Quanto ti capisco Ally. Almeno ci consoliamo con la pseudo-pausetta, ora anche con le buonissime fave 😉

    • Bello, divertente ma soprattutto utile e gratificante! 😉

      Dai, ti passo le fave superstiti e io mi divoro in un sol boccone questo mega loackerone tondo, proprio otto secondi prima che arrivi un’utente a chiedere un’informazione e noi abbiamo tutte e due la bocca piena… ah, il tempismo!

  2. Ma suvvia, è la normalissima legge di Murphy quella che citi nel primo commento. Quella sfighetta cosmica che ha un tempismo che fa sorridere, che tanto non puoi mica piangere per così poco…
    In gastronomia succede uguale, tu hai fame/sete e non c’è un’anima viva nei paraggi: pensi che ti vuoi farcire un pancarre e al solo immaginare la cosa, arrivano venti clienti che ti fanno pure dimenticare la fame… impegnandoti per la mezzora successiva.
    O se hai addentato qualcosa, sarai costretto a servirli con la bocca piena perché ti pigliano proprio lì, un attimo prima di riuscire a deglutire….

    Il lavoro in biblioteca… ahhh, a volte lo desidero, per stare sempre in mezzo ai miei adorati libri. A vlte penso di sottovalutarlo troppo. A volte, volte come questa che leggo il post di una ragazza che vive il tutto ogni giorno eheh 😀

    • Murphy non sbaglia un colpo, questo ormai è assodato. 🙂

      Tanti pensano che lavorare in biblioteca significhi far le ragnatele su una sedia ma posso assicurare che non è affatto così, e il lato umano è la parte più importante, sia nel bene che nel male (i cafoni pullulano purtroppo in ogni ambiente).

  3. Pullulano pullulano i cafoni, anch’io ho a che fare con questi simpaticoni, che pretendono di “sindacare” sulle procedure!! Ah questi utenti…per fortuna oggi uno ci ha telefonato per ringraziarci del nostro operato e della gentilezza. Mosca bianca veramente rara. Difatti quando mi stava dicendo queste cose ho addirittura pensato che mi stesse prendendo in giro, talmente abituata a prendermi insulti e ironie malevoli O.O

    • Io ricordo ancora uno studente che ha regalato a noi ragazze dello sportello una scatola di cioccolatini Lindt (quelli rossi sono la mia passione): eravamo incredule!
      Sono episodi sporadici ma ripagano alla grande.
      Della serie “è un duro lavoro ma qualcuno lo deve pur fare”. 😉

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Ally Leeliah

Scrivo della mia città, dei libri che leggo, dei film il cui finale mi delude, di blog e di piante, del mio parco preferito dove vado a passeggiare e fotografare o schiarirmi le idee, delle mie tribolazioni. Benvenuti!

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