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Focalizziamo l’ansia, e poi lanciamole una palletta sul muso

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Amico: “Perché?”
Tizio: “Si vede che tromba poco!”

Perle di saggezza rubate in un vagone del treno. Come conclusione mi sembra più che ragionevole!
Mamma mia che incubo il tragitto di ritorno verso casa ieri sera: gente ammassata ovunque, treno che andava avanti più per scommessa che per effettivo funzionamento (ho visto il capostazione dargli la spinta per farlo ripartire a Cormòns, giuro!) e -per finire in bellezza- ominide ubriaco sfatto con sbronza violenta che ad un certo punto, dopo essersi preso la multa dal controllore che si è immediatamente dato alla fuga vista la mal parata, ha pensato bene di tirar calci a qualsiasi cosa, bestemmiare a volontà e gridare oscenità alla sottoscritta… che fortuna! Penso di non essere mai scesa da un treno così fugacemente come ho fatto ieri! Ero molto rilassata, manco a dirlo!
Ad ogni modo, quella è stata la conclusione di una giornata semi-perfetta (*semi* perché va troppo contro il mio carattere sbilanciarmi così tanto, ehe ehe!).

Ho fatto compagnia al mio moroso mentre finiva di pranzare e ci ho guadagnato una fetta di torta alla zucca (super-gnam!), poi ci siamo organizzati per la missione denominata “Come Ti Traduco In Inglese Tutti I Testi Delle Canzoni Del Nuovo Album Al Parco Del Cormor” parte prima.
Dotata di fichissima bicicletta nuova della mamma del moroso ho pedalato per *mila mila* chilometri (cito: “dai, due pedalate e sei là!”… sì, se le mie gambe misurassero 6 metri ciascuna!) fino al sopraccitato luogo dove ci siamo sistemati su una panchinetta e ci siamo messi a lavorare.

Parco del Cormor a Udine © leeliah99.altervista.org
Parco del Cormor a Udine

In pratica il gruppo del mio moroso sta registrando il nuovo album e gli hanno offerto di produrlo più a larga scala a patto che le canzoni vengano registrate anche in versione inglese. E qui faccio la mia comparsa io, tronfia della fiducia affidatami e desiderosa di fare una delle cose che mi dà più soddisfazione in assoluto: trasporre un concetto da una lingua all’altra per renderlo comprensibile a persone per le quali altrimenti quelle parole non avrebbero senso.
Essendo i testi non esattamente del tipo “uh la la la, I love you baby” ci è voluto un po’ di tempo, e prima che decidessimo di tornare a casa considerata la minacciosità dei nuvoloni che ci sovrastavano, ne avevamo conclusa appena una di canzone, ma non c’è troppa fretta perché ci sono ancora parti di chitarra e basso da registrare, e appena concluse quelle si passerà alla voce.

La cena l’abbiamo dovuta preparare con sguardo attento all’orologio perché il tempo passa in fretta quando si sta bene, ma il risocchio alle verdure e il seitan al latte (di peluche!) ce li siamo magnati con calma. Anzi, adesso che penso alle cibarie e che c’ho pure un tantinello di fame vista l’ora, mi sa che preparerò a breve un postino sulle varie ricette che ho recentemente scoperto/ideato/rubato/magnato.
E mo’ buon appetit!

4 commenti

    • Bentornata: immagino che l’aria della Sardegna ti mancherà un pochetto, ma da quello che hai scritto nel tuo ultimo post so che sei felice di essere tornata! 🙂
      Sto preparando le ricette… tu apparecchia la tavola intanto! 😛
      A presto!

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Ally Leeliah

Scrivo della mia città, dei libri che leggo, dei film il cui finale mi delude, di blog e di piante, del mio parco preferito dove vado a passeggiare e fotografare o schiarirmi le idee, delle mie tribolazioni. Benvenuti!

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