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Di estati attese ed estati sgualcite

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Se ci andaste adesso a Barcola incontrereste probabilmente metà della popolazione triestina tra chi si fa un tuffo dagli scogli, chi mantiene la tintarella, chi gioca a carte in pineta e chi legge o semplicemente si rilassa, godendosi il mare.

L’altra metà? Sta cercando di sopportare questo caldo afoso che dura da troppe settimane e toglie le forze, la voglia e le energie. A me personalmente rende tutto ancora più difficile e divento molto fantasiosa nel trovare quotidianamente modi per intrattenermi e non sprecare il tempo che sono costretta a passare in casa, al sicuro, col deumidificatore acceso giorno e notte, per concedermi il lusso di respirare in modo normale (38°C? Non è fattibile).
Fino a pochi anni fa il caldo non mi dava fastidio, ma ora l’estate è un lunghissimo incubo ed agosto il mese che più di tutti non vedo l’ora di veder finire. Una volta era novembre.

Lungomare di Barcola a Trieste © leeliah99.altervista.orgLungomare di Barcola a Trieste © leeliah99.altervista.orgLungomare di Barcola a Trieste © leeliah99.altervista.org

Da bambina ed adolescente, l’estate era la stagione più agognata: voleva dire prima di tutto vacanza, niente scuola, tempo libero, alzarsi alle 11.00, guardare i telefilm la mattina perché si aveva casa a disposizione, cazzeggiare, uscire anche tutti i pomeriggi se si voleva perché non c’era da studiare e poi le settimane al mare a rileggere tutti i gialli della biblioteca monotematica dell’albergo, a far lunghe passeggiate sul bagnasciuga, a diventare un tutt’uno col sellino della bicicletta e macinare chilometri da Grado Pineta a Grado Centro… si andava alle terme e al cinema all’aperto, la sera a cena fuori, spesso nella pizzeria preferita, si faceva un giro per la città vecchia, si prendeva un gelato.
Ho nostalgia di tutto questo perché a parte le sporadiche comparse della tosse secca notturna che mi dava il tormento e delle decine di punture di zanzara che volevano chiaramente solo il mio sangue e schifavano quello di chiunque altro nei dintorni, si stava proprio bene. Finché è durato.
Adesso quei ricordi sembrano appartenere ad un’altra vita e, peggio ancora, ad un’altra me.

Lungomare di Barcola a Trieste © leeliah99.altervista.orgLungomare di Barcola a Trieste © leeliah99.altervista.orgLungomare di Barcola a Trieste © leeliah99.altervista.org

Le ultime estati sono diventate sempre più lente, monotone, lunghe, sgualcite. Si sono trascinate e sono passate. Il lato positivo è stato accogliere i primi segnali d’autunno con un entusiasmo pari a quello di un bambino.
Stravolgerei il ciclo delle stagioni se potessi: l’autunno vuol dire inevitabilmente meno ore di luce, ma potersi rimettere il proprio maglione preferito e ricominciare a preparare zuppe con una spolverata di zenzero non basta a riassestare l’umore traballante. Finisce che settembre ed ottobre sono troppo carichi di aspettativa: vorrei condensare tutto quello che ho dovuto mettere in pausa tra giugno ed agosto nei due mesi a me più congeniali, col risultato che mi stresso il doppio se devo rimandare qualcosa perché non sto bene o non ho energie a sufficienza. Ci sono musei da visitare, gite da organizzare, posti da vedere, esperienze da fare.
Tutto questo tempo “libero” d’estate lo impiego nei modi più utili che mi vengono in mente: leggo, scrivo, raccolgo semini dalle piante sul terrazzo per averne altre l’anno prossimo, cucino le blede, imparo a far presine all’uncinetto (chi l’avrebbe mai detto? Io no di sicuro), cerco ispirazioni che mi distraggano facendomi desistere dal controllare ancora solo una volta le previsioni meteo, sia mai che sia comparso il miraggio di un temporale notturno o di un vento simil-bora che non sembri il getto di un phon a massima potenza.

Lungomare di Barcola a Trieste © leeliah99.altervista.orgLungomare di Barcola a Trieste © leeliah99.altervista.orgLungomare di Barcola a Trieste © leeliah99.altervista.org

Se qualche proprietario di una baita in montagna vicino ad un ruscello (e possibilmente ad un centro abitato da esseri bipedi, ma perlopiù quadrupedi) avesse il recondito desiderio di trascorrere i prossimi mesi estivi nella bellissima e sempre più caldissima Trieste, gli offro di scambiarci le abitazioni da giugno ad agosto, sul serio.
Non voglio angosciarmi già a metà maggio declamando l’estate sta arrivando con tono cupo e solenne. Più autunno, voglio più autunno.

Lungomare di Barcola a Trieste © leeliah99.altervista.org

8 commenti

    • Cara Loretta, grazie mille!
      Qua continuano a prevedere un temporale da due giorni, ma non si smuove niente e ancora mi sembra di camminare attraverso muri di afa.
      Buona fine d’estate! 😉

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Ally Leeliah

Scrivo della mia città, dei libri che leggo, dei film il cui finale mi delude, di blog e di piante, del mio parco preferito dove vado a passeggiare e fotografare o schiarirmi le idee, delle mie tribolazioni. Benvenuti!

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