Maremma pelosa, quanto mi fa male *qualsiasi* muscolo, anche quelli di cui nemmeno sospettavo l’esistenza!

Già, era ora di finirla con la litania del “hai cominciato ad andare in palestra?”, anche perché cominciavo ad esaurire le scuse più fantasiose.
Lunedì è la data da segnare sul calendario: ho fatto la mia trionfale entrata, mi sono iscritta, ho iniziato a frignare nello spogliatoio e ho continuato quasi ininterrottamente durante tutta l’ora che ho trascorso lì a zampettare dietro all’istruttore a cui avevo timidamente chiesto di mostrarmi quali esercizi andavano bene per me.
Quando mi ha chiesto come mi sentivo poco prima che uscissi gli ho risposto che prevedevo di dover essere imboccata a cena perché le braccia erano piuttosto restie a rispondere ai comandi del mio cervellino provato ma orgoglioso.

Palestra
© inmagine.com

Adesso l’importante è essere costanti, ma sinceramente spero di vedere dei risultati in tempi non troppo lunghi, perché faccio presto a demotivarmi altrimenti, e quello rappresenta un alto rischio.
In compenso questa faticaccia mi ha fatto guadagnare un meritato massaggino dal mio moroso, principale fonte di incoraggiamento per la faccenda dello sport, e soprattutto alleato indispensabile per superare gli scontri con i nemici in Prince Of Persia.

Ieri avevo tutti i postumi da “giorno dopo primo giorno di palestra” e l’umidità all’82% non è di grande aiuto, per cui ho accettato la richiesta della mia vicina di casa di andare da lei per aiutarla a prender confidenza con quella che lei aveva definito “macchina fotografica digitale”.
Al che appena ci siamo viste le ho chiesto se c’era il cavetto, visto che gliel’avevano prestata, quanti megapixel aveva e cose così, ricevendo risposte da mettersi le mani nei capelli, ma non è che tutti si intendano di fotografia digitale, ci mancherebbe. Però poi ho scoperto con estrema meraviglia e divertimento che questo simpatico aggeggino è una specie di prototipo fine anni ’90 della grandezza di un forno a micro-onde che salva su… floppy disk! Sì, sì, proprio *quei* floppy disk!
In pratica se vuoi fare foto utilizzando la massima risoluzione possibile te ne sta una per ogni floppy: se questo non è meravigliosamente scoraggiante non so cosa possa esserlo… beh, forse il fatto che per rendere la foto meno scura lei schiarisse selvaggiamente lo schermo LCD!
Comunque le ho spiegato tutto per benino, lei ha fatto tesoro delle mie perle di saggezza, si è accanita a fotografarmi nonostante io corressi ululando per tutta la casa in cerca di una via di fuga (ed essendo in piano terra ho seriamente preso in considerazione di scappare lanciandomi dalla finestra, che fa tanto A-Team!) e ha gioito con l’entusiasmo di un bambino di 4 anni gongolando e battendo le manine quando le ho mostrato come visualizzare le foto sul PC (e quella è stata la mia soddisfazione!).
È perlomeno curioso sentirsi definire genio per aver fatto qualcosa che per me è semplice routine!

Oggi ritrascinerò le mie doloranti membra in palestra, sperando di riuscire ad evitare l’invasione dei figoni muscolati (non vi dico gli appostamenti per poter stabilire con il minimo margine di errore l’orario meno frequentato dai fanatici e più popolato da casalinghe rotondette) e a non fare figurini pietosi su qualche demoniaco attrezzo dall’utilizzo incomprensibile.

Cosa è successo prima:

Che umido, che buio, che noia, che bleah!

Cosa è successo dopo:

Non si fa così

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