Uno dei piaceri della vita -specialmente per noi italiani- è mangiare la pizza.
Uno dei dispiaceri della vita è essere intolleranti a lattosio e latticini.
Ora: la pizza perfetta a mio avviso non può che essere quella classica con mozzarella, due foglioline di basilico e a’ pummarola ‘ncopp. L’alternativa della cosiddetta “pizza rossa” -cioè priva di qualsiasi traccia di formaggio- è alquanto deprimente, o perlomeno non regge il confronto. Ecco perché in passato ho provato alternative che non fossero letali per il mio organismo difettoso ma che allo stesso tempo mi permettessero di godere se non altro di un surrogato, peccato che si siano rivelate degli epici fake dato che la consistenza ricordava neanche troppo vagamente il polistirolo, ed in quanto a sciogliersi e filare non discutiamone nemmeno.

Avevo ormai rinunciato quando il mio amico vegano mi rivela di essersi mangiato una caprese per cena, al che la domanda è sorta spontanea: caprese di che??? E lì la rivelazione: la scoperta di una finta mozzarella battezzata mozzarisella (rende l’idea, no?) con tanto di sito web e ricette ad hoc.

Memore dei fallimenti precedenti ammetto che le mie aspettative sulla buona riuscita della degustazione non erano altissime, ma ho accettato volentieri l’invito a pranzo per una pizzata. Mentre aspettavamo che il forno raggiungesse all’incirca la temperatura esterna alle pareti domestiche ci siamo prodigati a tagliare la mozzarisella a fettine sottili, a cospargere la base per la pizza di passata di pomodoro, olive nere, pomodorini e fettine di zucchina, abbiamo guarnito il tutto e infornato speranzosi.
Una volta estratte le pizze abbiamo constatato che per filare filava, l’aspetto era promettente ma bisognava assaggiare prima di dare un esito positivo. Beh, io che ho ancora un vivido ricordo del vero sapore che ha la mozzarella posso dichiarare che non sarà certo la perfezione ma il risultato è stato più che soddisfacente.

Pizza vegana © leeliah99.altervista.org

Pizza vegana © leeliah99.altervista.org

Pizza vegana © leeliah99.altervista.org

Ora non resta che sperare di reperirla con facilità nel mio negozio biologico di fiducia.

Cosa è successo prima:
Serata da Giannetto © leeliah99.altervista.org

"Attenta al cavo!"

Cosa è successo dopo:
Il linguaggio segreto dei fiori © leeliah99.altervista.org

Il linguaggio segreto dei fiori

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4 Commenti

  1. Ciao Ally, sai che anche io sono intollerante al lattosio, purtroppo non sapevo di questa mozzarella, e piacendomi un sacco la pizza, non ne ho mai rinunciato, tanto che dopo sto sempre male!
    Grazie di questa informazione!
    Ti mando un caro saluto..
    Ps io non sono in vacanza, ma ho deciso di riposare una settimana, anche se a casa, così ho il tempo di pensare a nuovi articoli ed argomenti per il blog, oltre che godermi un po di mare con la famiglia.
    Ciao un abbraccio, e a proposito, è molto carina questa nuova grafica per il sito, complimenti!

    • Quella al lattosio è un’intolleranza molto diffusa. Anch’io a volte mangio cose che non dovrei e poi ne pago le conseguenze… è difficile resistere a certe tentazioni! ^_^
      Anch’io niente vacanze, sigh, ma almeno vivo in una bella città di mare per cui non mi lamento.
      A presto e buon relax allora!

  2. Che post interessante. Io non sono intollerante – fortunatamente – ma conosco la diffusione di questa cosa parecchio fastidiosa che, a non pensarci sembra nulla, ma impedisce davvero di concedersi certe cose piacevoli della vita.
    Ad oggi mi pare di capire che si stanno trovando validissimi surrogati di quasi tutti gli alimenti che contengono lattosio ed è una vittoria, sono solidale con tutti voi intolleranti :)
    Un abbraccio!
    La grafica così è molto carina, mi piaceva moltissimo anche quella “vecchia”, un po’ meno quella intermedia che ho visto per qualche giorno prima di esser sostituita da questa…
    Un abbraccio.
    Ti leggo ;)

    • Grazie kisal.
      Effettivamente una volta si doveva rinunciare a molti più alimenti: ora se ho voglia di un bicchiere di latte caldo posso ripiegare su quello di soia ad esempio, ma ne ho dovuti scartare parecchi prima di trovarne uno che non fosse disgustosamente dolciastro. Stessa cosa per i budini al cioccolato ad esempio, che mi piacciono proprio tanto!
      Per la grafica, che dire, mi piace cambiarla spesso, sono in perenne sperimentazione.
      Passerò a salutarti nel tuo blog, a presto.

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