Sarebbe buona usanza quando non si ha nulla di particolarmente interessante -o quantomeno lontanamente utile alla società- da raccontare starsene in un rispettabilissimo silenzio. Questa norma decade nel momento in cui si è costretti ad un periodo di riposo forzato più lungo del previsto e le attività con cui intrattenersi tra le mura domestiche scarseggino ostinatamente. Ecco spiegato il perché ora vi sorbite un elenco approssimativo di cosa ho fatto appena riconquistata la postura eretta post-cric alla schiena:

› ho spremuto quantitativi inimmaginabili di arance ottenendo litri e litri di spremuta che puntualmente fatico a finire;
› ho guardato la Panicucci in tv condurre “nonmiricordocosa-cinque” finché non mi sono decisa ad alzarmi a recuperare il telecomando;
› ho finito di leggere Il Deserto dei Tartari che sarà protagonista del primo incontro con il nostro gruppo di lettura appena fondato;
› ho riletto Un giorno questo dolore ti sarà utile: l’ho trovato scontato on-line e l’ho comprato subito, in attesa di andare a vedere con un po’ di timore l’adattamento cinematografico in uscita il 24 febbraio nelle sale;
› ho saputo che la mamma del mio ex moroso gli ha consegnato un misterioso regalino per me che mi verrà consegnato a breve: non so di che si tratti ma fa comunque enormemente piacere sapere di aver lasciato un bel ricordo;
› ho rischiato un incugnamento di stomaco epocale dopo aver avventatamente deciso giorni fa di dimostrare che le uova non mi sono poi così indigeste, ma magari è stato semplicemente stupido arricchire la frittata con tonno e cipolla;
› ho sfogliato dei cataloghi Ikea trovati nella cassetta della posta rinnovando il pensiero che le fotografie sono sempre talmente azzecate che mi fanno venir voglia di comprare persino uno spremiaglio;
› ho ulteriormente allungato le iscrizioni del mio Google Reader e tanto per cambiare le nuove entrate appartengono per la stragrande maggioranza ai “food-blogs” o ai “travel-blogs”;
› ho capito che c’è il rischio che mi appassioni a Glee: quando l’hanno mandato in onda la prima volta non l’avevo seguito per idiotica ripicca visto che mi andava a sostituire The Big Bang Theory ma il primo episodio è riuscito ad appassionarmi più che tiepidamente;
› ho passato enne notti insonni a causa degli ululati gentilmente sponsorizzati dalla bora che ci ha tenuto sgradita compagnia per la bellezza di 16 giorni consecutivi ma che ieri ha finalmente deciso di sloggiare.

Vado a finire la spremuta.

Ikea dispensa
© Ikea
Cosa è successo prima:
Reading

Mi spezzo ma non mi piego... letteralmente!

Cosa è successo dopo:
hugo cabret

Stride

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7 Commenti

  1. Ho appena visto il provino del film e non mi sembra male, penso che andrò a vederlo quando uscirà al cinema nella mia città.
    Il libro non ce l’ho, magari mi verrà voglia di leggerlo dopo chissà.
    Rimettiti in forma mi raccomando!!! :)

    • Ci andrò sicuramente e cercherò di non partire già prevenuta, il problema è che leggendo il libro prima ti fai le tue idee e ti immagini persone e luoghi in un certo modo che ovviamente non può corrispondere alla visione del regista del film. Il tutto sta ad accogliere questa diversa resa e a trovarne i lati positivi.

  2. Ecco cosa combini metro io lavoro! ah ah ah…mi hai fatto venire curiosità con il libro, penso proprio che lo proporrò al gruppo di lettura. Bon dai che presto ci vediamo :D

    • Mi sto dando alla pazza gioia… uh! ;)
      Se t’interessa te lo presto, vedi tu se vuoi vedere prima il film o leggere prima il libro.
      Presidia la postazione in mia assenza, torno presto.

  3. Il posto è al sicuro…ho detto ai Minions di fare la guardia hi hi
    Il libro lo prendo volentieri, glazie glazie!

  4. Ma questo sito è bellissimooooo!!!
    complimenti!
    …e a questo punto mi andrò anche a comprare “Un giorno questo dolore ti sarà utile”

    A presto
    Ale

    • Grazie! Spero che i tuoi progetti tecnologici procedano per il meglio. ;)
      Io lo consiglio caldamente quel libro, mi sono identificata molto con il protagonista sugli aspetti che riguardano la socialità e lo stare al mondo.

Tu che ne pensi?