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Vita vissuta

Nevicherà?

All’incirca un’ora fa, un lampo accecante ha illuminato a giorno la veranda e mentre la combinata pioggia e vento iniziava a fare sul serio, in lontananza il boato di un tuono si è palesato con mia gran meraviglia.
Sta nevicando nelle zone alte di Trieste, ma pare che qui sulla costa avremmo a che fare principalmente con bora e ghiaccio.

Le temperature sono risalite oggi dopo diverse giornate e nottate rasenti o sotto zero, e in previsione delle prossime bufere ho deciso che, anche se sotto il diluvio, avevo bisogno di uscire a sgranchirmi i pensieri.
Più o meno nello stesso periodo due anni fa avevo scelto il paesaggio spoglio del roseto del Parco di San Giovanni per una passeggiata e devo dire che camminare sotto la pioggia forte è stato rigenerante: un po’ meno la nebbia densa ed umida che mi ha fatta rientrare poco dopo a casa infreddolita fin dentro le ossa e con una gran voglia di latte caldo.

Lunedì segnava il rientro al lavoro dopo le feste. Memore degli innumerevoli guai dei gennai precedenti ho iniziato un fittissimo scambio di messaggi segretissimi con la mia storica collega che molto premurosamente aveva confermato i miei sospetti: anche questa volta il rientro sarà bello fresco, causa forfait del sistema di riscaldamento. Mi sono armata di strati su strati di vestiti, fermandomi solo quel tanto che bastava per garantire un minimo di movimento alle braccia, ma anche di una discreta quantità di pazienza, che non tiene caldo, ma serve eccome!
Entrando nel palazzo ho percepito una leggerissima differenza di temperatura, ma vedere il povero ragazzo della portineria tutto imbacuccato ha frenato l’ondata di ottimismo. Nessun utente mi ha sfacciatamente riso in faccia, ma ho provocato qualche sorrisetto grazie ad una tenuta che mia nonna si sarebbe sperticata le mani a forza di applaudire: il pezzo forte era lo scialletto sulle spalle, non aggiungo altro.

Peccato che il giorno dopo, forse complice anche l’infreddatura, le mie condizioni di salute abbiano reso ben chiaro fin dal mattino che di andare al lavoro non ce n’era ed il tempo fuori contribuiva generosamente a rendere lo starsene a casa ancora più desiderabile.
Ho passato questi ultimi tre giorni in pigiama (sentendomi vagamente colpevole), pregando che la cura del nuovo medico si riveli quanto prima efficace, procurandomi filmetti di ogni genere con cui passare il tempo, scaricando continuamente il cellulare per colpa di un giochino in cui si cucinano un sacco di cose che nella realtà non posso mangiare (e forse per questo motivo mi crea una trascurabile dipendenza), leggendo come sempre tantissimo e proseguendo con il mio progetto una foto al giorno, che si sta già rivelando parecchio impegnativo, ma non mollo.

Ora, capisco i disagi che la neve porta con sé, ma onestamente, diciamocelo, non è che la bora più la pioggia che si ghiaccia al suolo siano un gran bel passatempo, quindi: se al posto di quest’inutile burrasca optassimo per un’abbondante e soffice nevicata? Chiudiamo scuole ed uffici per qualche giorno e scendiamo in strada a fare pupazzi di neve. Perché deve succedere sempre solo nei film? O in Canada?
Non pretendo slitte trainate da renne come mezzi di trasporto alternativi, giusto un leggero strato candido che renda tutto sospeso per un po’, come un sogno ad occhi aperti, condiviso, perché per una volta anche gli adulti si ricordino com’era quando si giocava con la neve da bambini nel cortile di casa.

Nevica!
Pexels
Cosa è successo prima:

Tutta la verità

Cosa è successo dopo:
Foto del giorno 29-01-17 © leeliah99.altervista.org

Una foto al giorno per tutto il 2017: ci riuscirò!

4 commenti

  • Come sai anche io faccio il tifo per la neve! Fuori dalla finestra qui per le alte nevica alla grande!!!! Domani palle di neveeeeeeeeeee . Riprenditi in fretta mi raccomando!

    • Se non fa niente quaggiù vengo a trovarti e facciamo i pupazzi ☃☃☃
      Spero di svegliarmi domattina e vedere tutto imbiancato. Le piantine sono già al sicuro, quindi… via allo show!

  • Ho pensato a te e alla tua città in questi giorni perchè mi è capitato di leggere il resoconto di una ragazza trasferitasi da poco a Trieste e alla sua prima esperienza di bora.
    Tu la citi così, quasi en passant, mentre lei l’ha descritta come una vera e propria tragedia…si vede che tu sei abituata !

    E chissà se l’ha fatta ‘sta neve ?!

    Intanto spero vivamente che tu stia meglio anche se starsene dentro casa a leggere e godersi il tepore della copertina non è poi così malaccio ;)

    un abbraccio grande

    • In realtà non ci si abitua mai, ma ero talmente tanto concentrata sui primi fiocchetti di neve che alla bora non ho voluto dare spazio: se l’è preso lei lo stesso però, imperversando per giorni e notti soffiando con raffiche forti e costanti. Povera quella ragazza, che bella accoglienza!
      La neve se la sono goduta un po’ solo quelli che abitano in altopiano, oltre a chi ci si è avventurato la mattina presto, perché al pomeriggio già si era sciolta, sigh. Io niente perché ero rintanata in casa a guardare impotente lo scempio sul terrazzo.
      Grazie! <3

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