Quante volte sarò passata per Via Imbriani? Probabilmente centinaia: ci sono negozi, una panetteria, una libreria e quel portone di legno massiccio di un maestoso palazzo alla cui vista ero ormai abituata, complice il fatto che noi triestini in quanto ad architettura siamo un bel po’ viziatini e forse non ci facciamo caso quanto dovremmo, salvo poi trovarsi in città meno belle di Trieste e renderci conto di quanto siamo fortunati.

È stato per puro caso: ho visto una foto su Twitter di un salone sfarzoso con un’hashtag distratto che indicava laconico #museo. Partono all’istante le ricerche per scoprire chissà dove sarà questo posto meraviglioso e resto a bocca aperta quando leggo la località.
Dicevo proprio nel post precedente di quanto mi sia accorta di dover/voler approfondire la conoscenza della mia città e della mia regione, per cominciare, e mi pareva proprio bello iniziare dal Museo Morpurgo. Leggo sul sito che gli orari di apertura per le visite si limitano a poche ore il martedì mattina, per cui devo attendere qualche mese prima di organizzarmi. Siccome a mia mamma erano venuti gli occhi a cuoricino quando avevo mostrato la foto, quale migliore occasione per andare a prender spunto per le prossime rispettive magioni? tongue

Prendiamo l’autobus 9 che ci lascia in Piazza della Repubblica, a pochi passi dal museo. Suoniamo il campanello e non risponde nessuno: momento di panico perché poche settimane prima avevamo dovuto rinunciare a visitare un altro museo per colpa degli orari sbagliati ed ero già pronta a telefonare per chiedere se c’era qualcuno che poteva aprirci, ma poi ho avuto l’intuizione di suonare il campanello dell’altro museo ospitato nel palazzo (il Civico Museo di Storia Patria) e abbiamo avuto fortuna: ho spinto con tutte le mie forze il pesantissimo portone e siamo entrate.
Primo pensiero: c’è già da tirar fuori la macchina fotografica, l’atrio e la scalinata sono uno spettacolo per gli occhi.

Museo Morpurgo a Trieste © leeliah99.altervista.org
Il palazzo che ospita il museo

Ad attenderci sulla porta la responsabile del museo del piano sottostante (che visiteremo alla prossima occasione) che ci consegna i biglietti d’ingresso: saliamo ed entriamo finalmente al Museo Morpurgo. Veniamo accolte dalla responsabile che ci fa sapientemente da guida accompagnandoci per le varie stanze della dimora-museo, raccontandoci curiosità ed aneddoti che mai altrimenti avremmo saputo.
Già nell’atrio si ha una chiara idea della preziosità e del valore che ricopre questo museo: ammetto di non aver saputo nulla sulla famiglia Morpurgo fino a quel momento ed è stato come fare un salto nel passato ed entrare per un attimo nella loro vita, oltre che nella loro abitazione. La sensazione non è quella di visitare un museo, ma di essere ospiti anche se il padrone di casa non c’è ed è l’aspetto che ho preferito, seppur di cose da ammirare ce ne fossero in abbondanza. Dai soffitti del corridoio ai quadri, dai tavoli alle sedie, dai lampadari agli orologi, dai tendaggi ai decori sulle porte: tutto era davvero incantevole.
Una nota di merito a parte, se non altro per deformazione professionale, va alla collezione di libri sparsi per le librerie del corridoio e dello studio.
Vi lascio con le foto scattate quella mattina e con un consiglio: se soffrite il caldo vi consiglio caldamente di non visitare questo museo in una torrida mattina d’estate… ne varrà anche la pena, ma col fresco è meglio!

Museo Morpurgo a Trieste © leeliah99.altervista.org
Il meraviglioso soffitto del corridoio
Museo Morpurgo a Trieste © leeliah99.altervista.org
“Venezia sotto la neve” di Giuseppe Borsato
Museo Morpurgo a Trieste © leeliah99.altervista.org
Dettaglio di una delle tante librerie
Museo Morpurgo a Trieste © leeliah99.altervista.org
Il Salone della Musica
Museo Morpurgo a Trieste © leeliah99.altervista.org
Il Salone della Musica
Museo Morpurgo a Trieste © leeliah99.altervista.org
Ventisei ritratti di uomini illustri, nel salotto maschile
Museo Morpurgo a Trieste © leeliah99.altervista.org
Salotto Neoboulle
Museo Morpurgo a Trieste © leeliah99.altervista.org
Il salotto femminile
Museo Morpurgo a Trieste © leeliah99.altervista.org
Il lampadario del salotto femminile
Museo Morpurgo a Trieste © leeliah99.altervista.org
Dettagli del salotto femminile
Museo Morpurgo a Trieste © leeliah99.altervista.org
La libreria dello studio
Museo Morpurgo a Trieste © leeliah99.altervista.org
Lo studio
Museo Morpurgo a Trieste © leeliah99.altervista.org
Una delle camere da letto
Museo Morpurgo a Trieste © leeliah99.altervista.org
La sala da pranzo
Museo Morpurgo a Trieste © leeliah99.altervista.org
Uno dei lampadari che mi è piaciuto di più
Museo Morpurgo a Trieste © leeliah99.altervista.org
Lampadario quasi protagonista della stanza
Museo Morpurgo a Trieste © leeliah99.altervista.org
I dettagli fanno davvero la differenza

Per approfondire c’è la pagina ufficiale del museo con un video e le foto delle sale, comprese quelle al momento non visitabili come la cucina e gli ambienti di servizio, in attesa di restauro.

Cosa è successo prima:
Nave scuola Palinuro a Trieste © leeliah99.altervista.org

Una nave, un tramonto, una ragazza con lo zaino

Cosa è successo dopo:
Lungomare di Barcola a Trieste © leeliah99.altervista.org

Di estati attese ed estati sgualcite

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6 Commenti

    • Felicissima di averlo scoperto, è proprio il caso di dire “meglio tardi che mai”.
      Grazie mille per il link!

  1. Che meraviglia! Fai benissimo a visitare tutte le ” meraviglie” della tua città! Tipicamente conosciamo meglio le altre che quelle in cui viviamo! Grazie per averci regalato questa visita.

Tu che ne pensi?