Sul Friuli-Venezia-Giulia: maltempo.

Oh, come sogno -molto egoisticamente, lo so- di sentire la professionalissima vocina del meteo regionale pronunciare quella magica parolina.
Voglio sentire “temperature gradevoli, con le massime in leggera diminuzione”. Mi accontento semplicemente di qualche misero, sparuto grado sotto i 30°, giuro. Anche 29° vanno bene, davvero!

Ad agosto, con previsioni che per i prossimi giorni danno punte di temperature percepite a 38° persino qui sulla costa, dove pure la brezza marina è evidentemente in ferie, non c’è guaranà, acqua & liquirizia o integratore di magnesio & potassio che tenga: si schiatta dal caldo! Non quel caldo “teporoso”, avvolgente, quello a cui giustamente anelano le mie ginocchia sofferenti: questo è un caldo odioso, appiccicaticcio, umido, tipicamente agostiano.

Pexels

Col favore delle tenebre, quando nessuno mi vede e mi sente, io prego che settembre arrivi in anticipo, e pazienza se fa buio prima e si torna a lavorare e tutte quelle altre robe lì. Sono ormai tre anni che il mio organismo ha deciso che non è più in grado di funzionare quando arriva quello che è stato affettuosamente (?) hashtaggato #caldoschifo, e non mi sono ancora abituata a tutte le strategie da mettere in atto per evitare la famigerata tregenda dei budini (di cui si parlava l’anno scorso in questo post).

Con buona pace di chi in estate va al mare e si crogiola sul bagnasciuga, fa gare di tuffi dagli scogli e passa le giornate al largo in barca, la sottoscritta -che non può più stare al sole, a meno che non voglia riempirsi di puntini rossi ovunque- si adegua a poche semplici quanto frustranti regole per la sopravvivenza: in attesa che qualche anima pia inventi delle capsulette trasparenti dotate di climatizzatore incorporato in cui infilarsi per andare in giro avvolti in un dignitoso micro-clima sui 26°-27° secchi, mi tocca affrontare i tragitti per raggiungere qualsiasi luogo preparandomi come per una missione militare. I cento passi che mi separano dal supermercato una volta uscita dal portone di casa si coprono con passetti veloci e calcolatissimi, mentre per non perder secondi preziosi in preda alla calura si lanciano le immondizie con una mira ormai affinata dall’esperienza (e dalla disperazione: si fa di necessità virtù). Se la destinazione è più lontana e comprende spostamenti con gli autobus, si incrociano le dita per non ritrovarsi in sovraffollati fornetti microonde con le ruote e si ripassa la mappa delle fermate che offrono una qualche zona d’ombra, considerata alla stregua di un’oasi nel deserto.

La parte difficile è evitare la trasmutazione in perfetto eremita che le inesistenti occasioni sociali fanno diventare un rischio serio: vorrei evitare di diventare una che parla da sola o al massimo con le piante o, in alternativa, coi nuovi inquilini che mi sono ritrovata non troppo volentieri in casa, ovvero dei mini gechi. Tutti a dire che portano fortuna, e che non bisogna mandarli via, e che tanto non fanno niente e se li lasci stare loro se ne rimangono buonini sul soffitto a vegliare su di te durante la notte. Ma anche no, sinceramente, che non si sa mai che al geco gli pigli un abbiocco notturno e mi precipiti sul cuscino, e ho capito che ti liberano la casa dalle zanzare di cui vanno ghiotti, ma io zanzare non ne ho, e comunque questi qua mi parevano un po’ inappetenti, al contrario di me che faccio merendini in continuazione, ché a stare in casa ogni tanto mi annoio e ci sto prendendo gusto a questa novità di vedermi con un po’ di ciccin, come diceva mia nonna.

Afa
© Shutterstock

Mi sembra perfettamente coerente che una nata in una città di mare non sogni altro d’estate che la frescura dei monti!

Cosa è successo prima:
Sul Delfino Verde da Trieste a Muggia © leeliah99.altervista.org

In mezzo al mar: verso Muggia col Delfino Verde

Cosa è successo dopo:
Miramare © leeliah99.altervista.org

Caro Castello di Miramare, finalmente ci si rivede

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8 Commenti

  1. Tu non sai quanto ti capisco !
    Io sono di quelle che non vedono l’ora che arrivi le state per scaldarsi le ossicine…poi però dopo il primo mese son già stufa!
    Una volta arrivata la “caldazza” non posso fare a meno di sentire nostalgia per la sensazione che dà l’infilarsi un maglioncino o il tirarsi su la coperta mentre si guarda il film della domenica sera sul divano.
    E ovviamente non sopporto la vita da spiaggia, che inutilmente si trova giusto a cinque minuti da casa mia.
    Tieni duro Ally, ce la faremo anche quest’anno !
    Un bacione

    • Basterebbe non esagerare, no? ;) A me il calduccio anche piace, ma se l’afa non mi fa respirare non ci sto!
      Viva le copertine sul divano (tu poi che ne hai di bellissime) e i calzettoni morbidosi!
      Ce la faremo sì, un abbraccione!

  2. Estate, non me ne parlare, l’unico motivo di esistere che ha sono le ferie, le tanto desiderate ferie, che quest’anno arriveranno dopo ferragosto, e sto contando persino i secondi, giuro!
    Poi in ufficio ho dei colleghi odiosi che pare che muoiano se si accende un po’ d’aria condizionata, per cui noi altri poveri fessi a squagliarci mentre loro sembrano totalmente a loro agio nonostante il clima tropicale nella stanza.
    Per le immondizie mi sa che ti ruberò l’idea, la lancerò anch’io mentre corro al Lidl a far scorta d insalate e scatolette di tonno! ;)

    • Io non vado in vacanza, quindi posso saltare l’estate? :P
      In biblioteca per fortuna sono tutti pro-clima mediterraneo e non amazzonico, per cui è facile mettersi d’accordo.
      T’immagino svolazzante coi sacchetti dell’umido che saltelli da un marciapiede all’altro! XD

  3. Facciamo cambio??? Qui da me piove, piove e non fa altro che piovere da giorni. Quando non piove… grandina!!! >:(
    Però è vero che non siamo mai contenti, quando fa caldo fa caldo, quando viene il freddo ci lamentiamo che fa freddo… incontentabili veramente.
    Spero arrivi un po’ di fresco anche da te, a presto!

    • Più che volentieri, guarda, dimmi solo come si fa!!! La grandine non la voglio, ma per un po’ di pioggia rinfrescante sarei disposta a pagare. È vero che le lamentele non mancano ad ogni stagione, però le mie sono concentrate soprattutto tra luglio ed agosto, poi sto buonina. A presto!

  4. Stamattina ventiquattro gradi, quasi quasi in scooter avrei indossato una giacchetta. Che sogno! Con questa temperatura sì che me ne starei tranquilla sdraiata al sole, ad ammirare il cielo :).

    • Il temporalino dell’altra notte è stato una benedizione e il giorno dopo non mi pareva vero quando sono uscita sul terrazzo con la bora sentire quel bel freschino: non ho perso neanche un minuto e sono andata a farmi una bella passeggiata a Miramare. Così mi piace l’estate!

Tu che ne pensi?