
primo pensiero: dai che domani è sabato!
prima musica: mi sono concentrata, ma proprio non mi ricordo
seghetta mentale: non si può imbottigliare il passato
Eh già, ieri era festa e me la sono goduta in piena.
Il mio moroso è venuto giù mercoledì e abbiamo passato assieme la serata a migliorare le nostre già considerevoli doti culinarie (!!!) e -lui- a mugugnare perché l’ho costretto a sorbirsi “Newlyweds”, vendettina personale di quando mi sono dovuta cuccare io la finale di Champions League tra Milan e Liverpool, con lui che gufava contro il Milan solo per il gusto di poter fare poi il sarcastico col suo amico milanista, che probabilmente quella sera avrà azzannato tutti i cuscini del divano. Non che io abbia una particolare predisposizione a seguire le avventure di Jessica Simpson e consorte, ma -ammetto- lei è troppo divertente… se solo non fosse doppiato!
Giovedì mattina ci siamo alzati presto ma con calma (???), abbiamo fatto colazione e poi ci siamo detti: perché non andiamo a cercare il cavetto per il telefonino? E così ci siamo avviati verso l’unico posto che mi è venuto in mente.
Durante il tragitto abbiamo fatto la conoscenza di due moscerini alternativi: il primo era arancione, e ce l’aveva con gli occhiali del mio moroso, il secondo si è adattato alla sua maglietta, e quindi era giallo. Che interessante, no?
Arrivati a destinazione abbiamo scoperto che in un posto il cavetto era disponibile ma costava quasi 40€ (ma siete fuori???!!!), in un altro c’era ma faceva parte di una partita difettosa e quindi ci hanno consigliato di aspettare, e comunque il prezzo era di 6€ inferiore. Incoraggiante!
Poi ci siamo fatti un girettino nei dintorni e mi sono comprata una magliettina azzurra senza troppo pretese ma carina.
Dopo -› spesa e pranzo. Io ero un po’ sul distrutto: abbiamo poltrito una mezz’oretta sul divano e poi siamo partiti all’avventura. Il folletto aveva disperatamente cercato di recuperare nei miei ricordi la memoria del tragitto per arrivare dove voleva andare il mio moroso (una volta scartata la Val Rododendro che -seppur a malincuore- gli ho dovuto dire che non esiste), ma ogni suo tentativo era stato vano finché non è saltato fuori il nome di un posto là vicino che -con somma gioia e sorpresa di tutti- ha dissipato le nebbie che circondavano il mio cervellino ormai provato.
Sicura e fiduciosa l’ho condotto… ehm, non *esattamente* dove avevamo stabilito, ma ho sbagliato di una *piccola* misera fermata dell’autobo, solo che quella successiva era più o meno due città dopo. Capita! Comunque il posto dove poi siamo finiti era pure meglio e abbiamo scoperto dei sentierini bellissimi, pieni zeppi di fiorellini e farfalline (sì, anche troppe) e insettini e -argh- insettoni, tipo quella specie di elicottero travestito da bacolo che ha deciso che la mia testa gli piaceva come pista di atterraggio, o il suo capo che si faceva sentire a chilometri di distanza. Mio dio!
A parte lo stress di schivare ragnetti e robini volanti di vario genere, e tralasciando il fatto che lui per non offendere il volenteroso folletto ha preso la coperta più piccola del mondo che una volta appoggiata sul prato sembrava un coriandolo, il pomeriggio è stato bellissimo: soleggiato, caldo, avventuroso (!) e -perché no- mettiamoci pure romantico, che non guasta.
Oh, e ovviamente anche divertente, sennò non c’è gusto: sulla strada del ritorno abbiamo avuto l’onore di fare la conoscenza di un tipo completamente ciucco che ad ogni fine di frase aggiungeva “ohu, fiu” (dove il ”fiu” sta ad indicare che fischiava) ed era abbastanza comica la cosa. (Serve che dica che è diventato il nostro tormentone per il resto della serata?)
*sospirino* Come previsto, le 21.00 sono arrivate troppo presto e la stazione mi fa sempre un certo effetto, non so come mai. *ri-sospirino*
Per tornare a casa ci ho messo una vita e l’attesa è stata inframmezzata da scenette di alcuni ragazzi palermitani che volevano andare a mangiarsi un gelato in riva al mare e mi chiedevano informazioni strane, tipo se c’era spesso il controllore sull’autobus, o se la gelateria era aperta, e come funzionavano gli orari notturni e blah blah blah.
*muc* (e questo lo possiamo capire solo in due!)
Image © london_ally

































