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Vita vissuta

Capita a tutti di sentirsi un po’ cimpellini prima o poi

Dovrei studiare per un concorso, ma nel caos della mia cameretta non riesco a trovare la voglia.
Dovrei mettermi a lavorare su un sito, ma l’ispirazione si sarà imboscata con la voglia, per cui niente da fare nemmeno su quel fronte.
Ieri un’altra palla gelatinosa ha tentato di investirmi, ma stavolta il mio tempo di reazione è stato molto più rapido, e l’ho fregata alla grande… è rassicurante che pian piano le lezioni s’imparino!
Si fa presto a cantare che il tempo sistema le cose, si fa un po’ meno presto a convincersi che sia così… come ha ragione il caro Liga!

Oltre a ricordarmi vergognosamente in ritardo di 4 giorni e con somma ignomigna del compleanno della mia amica di culla (chiedo clemenza!!!) e ad odiare profondamente la rampa di scale pericolante che conduce a quell’inferno di palestra a cui mi sono imposta di andare sfruttando le auto martellate a mò di forza propulsiva, sono tornata in quel di UdinU per qualche giorno, causa partenza dei genitori del moroso per gitarella nella capitale, e abbiamo visto gente, fatto cose, ecc…. .

Considerazioncine sparse e casuali:
~ ho avuto per le mani 4 aste per microfono e ho scoperto che oltre ad essere affascinanti come fin dalla tenera infanzia ho sempre sostenuto sono anche demoralizzantemente scomodissime da trasportare, anche su brevi distanze tipo centro sociale -› bagagliaio della macchina posteggiata a 2 passi;
~ se penso che dovrei chiamare la mia amica che un anno fa mi ha detto “mi sono trasferita vicino a Udine, vieni a trovarmi quando sei su” la incontro fuori dalla gelateria e il suo moroso ci fornisce dettagli sconcertanti sul test d’ingresso alla scuola di specializzazione che dovrà fare anche il mio moroso questo venerdì (più altri simpatici aneddoti);
~ se non ti porti i tappi per le orecchie, poco importa che tu sia stata a concerti metallari col fango alle ginocchia in mezzo a 77.000 austriaci ubriachi… in *quel* club più di 2 pezzi non ce la puoi proprio fare a reggere, meglio stare ‘na mezz’oretta in macchina a infeltrirsi, e poi farsi riaccompagnare nella confortante dimora con confortante divano con confortante copertina e con ancora più confortante secondo episodietto di Tru Calling.

Sabato pomeriggio sono tornata nella mia meravigliosa città, che mi sembra ogni volta più bella dopo essere stata *lì* (ghigno satanico), per non perdermi la cena con le mie collegucce della biblioteca, finalmente in ‘sta famosa Osmiza all’aperto in cui ho mangiato con neanche tanto remoti sensi di colpa pane e prosciutto, e in cui ho battuto brocche, come si dice da queste parti, cioè ho patito un freddo molto poco tipicamente settembrino.

Domenica ho fatto un po’ di slalom tra corpicini più o meno pallidi alle Barcolas con una mia amica, vista la presenza di quel simpatico astro luminoso nel cielo che non s’è sprecato di farsi vedere più di tanto ultimamente, e ci siamo abbondantemente dedicate alla sacra arte del babezzo.

Ora mi crogiolo in un dubbio piuttosto spinoso: me ne resto a casa stasera o me ne ritorno *lì* per un altro paio di giorni? Domandona da 1.000 punti. … Posso giocare il jolly?

Cosa è successo prima:
Barca a vela dal Molo Audace a Trieste © leeliah99.altervista.org

Aspetta e spera, che poi s'avvera

Cosa è successo dopo:
Barchetta al tramonto a Barcola © leeliah99.altervista.org

A (gentile) richiesta

5 commenti

  • mmm la sacra arte del babezzo.. ehehehe
    magari un giorno mi spieghi dov’è quell’osmizza. ora ti scandalizzo, in tanti anni non ci sono mai andata!!
    un abbraccio.

    • Dunquole, trattasi di una frasca più precisamente, ma mi sfugge leggermente la definizione precisa. Per maggiori informazioni si prega di rivolgersi aaaaaaaa: osmize.com. La “nostra” era in quel di Sgonico.

    • Il babezzo… ardua impresa quella di fornire un’adeguata spiegazione… sono assolutamente d’accordo sulle considerazioni di Cassandra. Direi che si avvicina al suo collega internazionalmente conosciuto come “gossip”, ma nella sua eccezione triestina prevale più la sfumatura del coinvolgimento delle persone nell’argomento “succoso” di turno. :D

  • ehehe il babezzo.. come spiegare a un non-triestino questa nobile arte, così particolare nelle sue sfumature estrinseche ed intriseche? è un qualcosa che va al di là delle semplici ciacole.. ma non ha la sfumatura cattiverina della sparlazzata alle spalle.. mmmm è dura da definire. concordi ally?

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