Scrivo oggi mentre fuori c’è un tempo da lupi e ci sono mille posti dove preferirei essere invece di dove sto, quindi mi fa bene pensare a sabato mattina.
Nonostante le nuvole che promettevano pioggia e vincendo la voglia di restare a poltrire fino a tardi come al mio solito, mi sono buttata giù dal letto e dopo aver fatto colazione ed essermi resa presentabile ho inforcato i nuovi trombini, afferrato cellulare, compattina e chiavi di casa e via -dimenticando l’ombrello- alla volta del Giardino Pubblico. Ci passo davanti ogni giorno e mi era venuta voglia sia di farci quattro passi sia di cimentarmi a fotografare gli ultimi sprazzi di un autunno ancora carico di gialli.
Devo dire che ho apprezzato molto questa pausa dalla solita routine del sabato e sono sempre più convinta che mi fa bene approfittare di ogni singolo raggio di sole in vista dell’inverno che incombe.

Trieste: Giardino Pubblico a dicembre © leeliah99.altervista.org
Trieste: Giardino Pubblico a dicembre

Siccome poi ci avevo preso gusto ho pensato “perché non fare un salto a curiosare tra le bancarelle della fiera di San Nicolò?”… detto fatto, eccomi travolta dalla folla di triestini mattinieri che come da tradizione affollano il Viale XX Settembre ogni inizio di dicembre e fanno le vasche impregnandosi di profumo di frittelle. Mi sa che quest’anno non riuscirò ad impormi di resistere alla tentazione e cederò a questo peccato veniale di addentarne una, con buona pace del mio pancino.

Trieste: fiera di San Nicolò © leeliah99.altervista.org
Trieste: fiera di San Nicolò

Finita la scheda di memoria della macchina fotografica giusta giusta all’ultima bancarella ecco che inizia a piovere sommessamente e se la compatta è waterproof io lo sono un po’ meno, e di umidità ne ho immagazzinata anche troppa, per cui di corsa sull’autobus verso casa.
Vedi a volte il tempismo: appena rientrata la pioggia è diventata sempre più insistente, infatti il pomeriggio è trascorso casalingo tra revisione delle foto appena scattate, cottura selvaggia di patate per il tortino serale con la zucca (mia nuova ossessione in cucina) e lunga telefonata tra l’esistenziale e la pura follia col mio amico vegano.
Domenica: tristess, ma non mi va di darci spazio.

Cosa è successo prima:

Il 31 novembre non esiste

Cosa è successo dopo:
parole inglesi

Lagadagnù, o quando manca una "enne"

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9 Commenti

  1. Sciauxxxxxxxxxxxxx!!!!!!!!!!!
    Stavo spulciando e rimettendo a posto il mio vecchio blog (ho voglia di riaprirlo, eh eh)… E metterndo a posto i link, dopo eoni, finalmente faccio un salto anche qui!!!!
    Da quanto tempo, sigh… Lacrimuccia… T_T

    Ahhh… Ma che foto belline che hai postato!! *_*
    Bellissimo il parco!!

    Un grosso abbraccione, Ally!!!

    • Ma guarda un po’ chi si rivede! :)
      Sì che bello, riapri il tuo bel blogguccio!!! Neanche ci voglio pensare guarda a quanti secoli son passati… mi sento vecchiaaaaaa! ;)
      A presto allora, e non solo su Twitter! :D

    • Yessss…. Già aperto, e in due giorni ho postato due post… Quindi, come inizio non è male, dai!
      E’ vero… era da secoli che non scrivevo più nel blog… In più, ho smesso di leggere pressochè altri, tra cui il tuo…
      Già.. meno male però che c’è Twitter, ih ih ih…
      Abbraccio!!!!

  2. Che belle le fotine del Giardino Pubblico!! …alla Fiera ci son passata in velocità venerdì mattina quindi entro questa settimana ci devo tornare…non si può scappare a questa tradizione ;-)

  3. Che immagini splendide; l’autunno crea dei soggetti naturali incredibili!!Per quanto riguarda il mercatino guardando le foto sembrava quasi di sentire l’odore delle frittelle! :-)
    A presto.

    • Grazie Mr.Loto.
      Passando oggi davanti al parco di foglie ne son rimaste ben poche, ma il profumo di frittelle si sentiva fin lì! ;)

Tu che ne pensi?