Ebbene, la storica regata di Trieste è giunta alla sua 43esima edizione.
Per motivi più che altro logistici mi sono persa le prime dieci (embè!), ma ieri ero tra i mille mila triestini e turisti a gozzovigliare sulle rive nonché a fotografare l’inverosimile.

Ha fatto il suo sempre gradito ritorno anche il double-decker londinese che il Teatro Rossetti usa per la promozione della sua stagione teatrale e che la sottoscritta pedinava già da giorni per immortalarlo in tutto il suo nostalgico splendore albionico. A proposito, ringrazio chi mi mandava messaggini sul cellulare con le posizioni aggiornate del bus sapendo che avrei apprezzato: peccato che venerdì l’ho visto passare proprio a due passi da casa mia, ma causa prove generali di apocalisse (bora e secchiate di acqua, così tanto per gradire e proprio mentre andavo al lavoro) non avevo mani disponibili tra borse ed ombrello per omaggiare la sua presenza. Ho rimediato ieri, a tal punto che un vecchietto mi ha borbottato “le barche xè là” indicando il mare: lo so -esimio signore- che le barche sono là, grazie, ora si sposti che mi rovina l’inquadratura! Ho fotografato anche le barche -ci mancherebbe- ma il bus ha la precedenza assoluta per ragioni di cuore che ormai conoscono anche i termosifoni, per cui procediamo.

Giretto irrinunciabile alle bancarelle di Ponterosso alla ricerca dei mitici quadretti stile provenzale che io adoro e con cui riempirei tutte le pareti di casa: col rischio di essere ridondante ne ho comprati altri due piccini.

Barcolana 43 a Trieste © leeliah99.altervista.org

Barcolana 43 a Trieste © leeliah99.altervista.org

Barcolana 43 a Trieste © leeliah99.altervista.org

Il cielo era piuttosto minaccioso, ma per fortuna niente pioggia. Bagolando qua e là mi sono imbattuta in Liny e mentre ci guardavamo in giro abbiamo fatto scorta di sacchettini di Olivia & Marino: a forza di far vasche su e giù avevo la borsa piena… e prima passo io… e poi il folletto… e poi Liny… e loro offrono… e noi si prende. bigsmile
Dopo una mezz’oretta ci siamo separate, il folletto ed io abbiamo incontrato mia cugggina e chiacchierando del più e del meno s’è fatta una certa ora e ci siamo avviate verso casa.

C’era una mezza idea di andare a vedere i fuochi dal colle di San Giusto, ma ho ripiegato sul lastrico di casa mia per evitare di raffreddarmi ancora di più visto che la gola già mandava segnali di allarme.
Nessun ruzzolone stavolta: oltre ad un principio di congelamento alle mani ed un naso colante ho ottenuto una buona visuale sui fuochi più alti, ma niente di memorabile. In compenso la tecnica consigliatami su come sognare ciò che si vuole ha finalmente dato i suoi primi frutti stanotte. wink

Altre foto su flickr nel set di Trieste.

Cosa è successo prima:
chameleon

Il camaleonte delle contraddizioni

Cosa è successo dopo:
Dolcetti fatti in casa © leeliah99.altervista.org

Un'ottima alternativa al nervoso

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2 Commenti

  1. e si ora che ho scoperto Olivia&Marino chi li molla più! …domani esigo resoconto sul sogno eheh e ti faccio vedere le fotine ;-)

    • Benvenuta nel fans club! :D
      Vuoi il resoconto del sogno? Eh non so mica! ;) Bisogna mettere il bollino rosso mi sa, anche se ovviamente mi sono svegliata sul più bello: diciamo tutti in coro “grazie vicina di casa di Ally per aver ribaltato tutti i mobili alle 5 di mattina”.
      Alle 14.30 scatta il “fotine time”, ehe ehe.

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